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Deportazioni
ed esecuzioni di massa a Mosul

· I jihadisti utilizzano adolescenti imbottiti di esplosivo per contrastare l’avanzata delle truppe irachene ·

Orrore senza fine da parte dei miliziani del cosiddetto stato islamico (Is) che hanno schierato bambini e adolescenti pieni di esplosivo nei quartieri orientali di Mosul per contrastare l’avanzata delle truppe irachene. Lo ha riferito all’agenzia spagnola Efe una fonte dall’interno della città assediata.

I  pozzi di petrolio a sud di Mosul dati alle fiamme dai miliziani dell’Is(Afp)

Mohamed Al Musali, uno dei capi dei cosiddetti cavalieri di Mosul, una milizia di quartiere che resiste all’Is all’interno della città, ha riferito, contattato telefonicamente, che i minori coinvolti non hanno più di quindici anni d’età. I giovani sono nascosti dentro abitazioni situate in strade secondarie, mentre i miliziani sono quasi spariti dalle strade di Mosul. «L’Is ha preparato questi ragazzi perché attacchino le truppe irachene. La maggior parte sono schierati nei quartieri dove i soldati hanno cominciato ad avanzare nelle ultime ore: oltre ad Al Karama, Al Samah, Al Qudis e Al Jadraa». Secondo la fonte, l’Is ha anche evacuato le famiglie dei suoi uomini dal settore orientale a quello occidentale della città, consapevole che presto perderà il controllo di quelle zone; per questo, non ci sono più case vuote nei quartieri occidentali, una zona che rimane al momento meno sottoposta al pressing delle truppe irachene. Nel settore occidentale di Mosul, ha aggiunto Al Musali, rimangono anche gli abitanti che i jihadisti hanno intenzione di usare come scudi umani.

Nuove esecuzioni di massa e deportazioni di civili da parte dei jihadisti accerchiati nella città sono state intanto denunciate dall’Onu che, in base a informazioni ricevute, ha segnalato notizie di bambini, anche di nove o dieci anni anni, reclutati con la forza dal cosiddetto stato islamico. Quasi quattrocento donne delle minoranze curda e yazida sono inoltre trattenute dai miliziani dell’Is a Tal Afa. I jihadisti hanno anche appiccato il fuoco a diciannove pozzi di petrolio prima di ritirarsi dalla regione di Qayyarah, trenta chilometri a sud di Mosul, di fronte all’avanzata dei governativi.

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16 settembre 2019

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