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Orrore dilagante

· Cadaveri trasformati in bombe ·

Cadaveri trasformati in bombe: non sembra trovare argine l’orrore seminato dai miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is) nei Paesi teatro delle loro azioni e imposto all’opinione pubblica internazionale attraverso gli strumenti della rete. 

In una spirale di atrocità, crimini di guerra e contro l’umanità, l’Is ha raggiunto un nuovo livello di barbarie che va ben oltre il disprezzo della vita umana e la stessa profanazione dei morti. Secondo quanto documentato in un rapporto diffuso ieri dall’organizzazione non governativa Handicap International, corpi decapitati, imbottiti di esplosivo e cuscinetti a sfera in acciaio, sono stati abbandonati dai terroristi dell’Is tra le macerie di Kobane, la città siriana difesa e riconquistata in gennaio dai peshmerga curdi. Bombe pronte a saltare in aria al minimo contatto, trappole micidiali per quanti si sarebbero apprestati al compito di dare sepoltura ai morti.

Sempre ieri è stato diffuso l’ennesimo video che mostra l’esecuzione di un prigioniero siriano. L’uomo, vestito con l’ormai abituale tuta arancione — chiaro riferimento a quella indossata dai prigionieri catturati dagli Stati Uniti e detenuti nella base di Guantánamo a Cuba — è costretto a scavarsi la fossa prima di essere decapitato da un boia dell’Is.

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19 novembre 2019

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