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Orrenda rappresaglia dell’Is

· Scoperta in Iraq una fossa comune con cento corpi decapitati ·

Serie di attacchi suicidi colpisce Baghdad

Nuovo orrore in Iraq: una fossa comune con cento cadaveri decapitati è stata trovata dai soldati iracheni nella città di Hammam Alil, venti chilometri a sud di Mosul. Si tratterebbe, ancora una volta, di un’altra orrenda rappresaglia dei jihadisti del cosiddetto stato islamico (Is) per le difficoltà militari che stanno conoscendo a Mosul e a Raqqa, in Siria. 

Famiglia irachena in fuga dalle violenze a Mosul (Reuters)

L’esercito di Baghdad ha precisato che la fossa comune è stata scavata nel campus della facoltà universitaria di agraria di Hammam Alil. «All’interno del palazzo della facoltà di agraria è stato scoperto un nuovo crimine: cento corpi decapitati di cittadini uccisi dai terroristi. Verrà inviata una squadra speciale per indagare su questo crimine atroce» si legge in un comunicato. Molto probabilmente, le vittime erano civili in fuga.

E intanto, l’Is torna a colpire anche con autobombe e attacchi suicidi. Almeno quattordici persone sono state uccise e 43 ferite in diverse operazioni avvenute ieri a Baghdad. L’attacco più grave — hanno riferito fonti della sicurezza e mediche, citate dai media — è avvenuto nel quartiere meridionale di Arab Jabur, dove due colpi di mortaio sono caduti su un complesso residenziale uccidendo quattro civili e ferendone undici. Gli altri attentati sono stati compiuti con bombe piazzate ai bordi delle strade. Due giorni fa almeno venti persone erano state uccise in altri due attentati suicidi avvenuti nella provincia di Salahuddin, a nord di Baghdad: uno all’ingresso di Tikrit e l’altro a Samarra. Sul piano militare, le forze irachene e curde, supportate dalla coalizione internazionale a guida statunitense, hanno riconquistato parti consistenti di territorio, anche se restano sacche di resistenza. Ieri i peshmerga curdi, grazie ai raid della coalizione internazionale, hanno lanciato un massiccio assalto contro la roccaforte jihadista di Bashiqa, tredici chilometri a nord-est di Mosul.

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18 marzo 2019

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