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Orizzonti di pace e speranza

· Nelle reazioni dei vescovi degli Stati Uniti e di Cuba ·

Un passo importante per la pace, la democrazia e il rispetto dei diritti umani. La svolta nelle relazioni tra Cuba e Stati Uniti è stata salutata con ampia soddisfazione anche dai due episcopati nazionali. 

I presuli dell’isola caraibica, in un comunicato della segreteria generale della Conferenza episcopale, hanno rilevato come le «importanti dichiarazioni» diffuse parallelamente dal presidente di Cuba, Raúl Castro, e da quello degli Stati Uniti, Barack Obama, «segnano una nuova tappa nelle relazioni tra i nostri due Paesi». Un passo, del quale «ringraziamo il Signore», che significativamente cade alla vigilia del Natale, e che «apre a nuovi orizzonti di speranza» che «illuminano la vita del popolo cubano».

Dai presuli cubani anche l’espressione di una «gratitudine speciale a Papa Francesco, che entrambi i capi di Stato hanno riconosciuto come un importante mediatore di un desiderio che ora si avvera».

Di gioia per la liberazione dei prigionieri parla anche la dichiarazione diffusa da monsignor Oscar Cantú, vescovo di Las Cruces, presidente della commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale statunitense. Il presule sottolinea soprattutto come l’episcopato americano sia incoraggiato da azioni che «favoriscono il dialogo, la riconciliazione, il commercio, la cooperazione e il contatto tra le nostre rispettive nazioni». Un percorso che dà ragione anche agli sforzi compiuti sempre dallo stesso episcopato che da tempo ha dichiarato «che i diritti umani universali saranno rafforzati attraverso un maggiore impegno tra il popolo cubano e quello americano» e che da decenni chiede «il ripristino delle relazioni diplomatiche». 

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21 settembre 2019

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