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Ore decisive al Congresso per il debito americano

· Democratici e repubblicani cercano un’intesa ·

Sono ore decisive per il futuro dell’economia americana. Al Congresso democratici e repubblicani stanno cercando un’intesa per alzare il livello del debito ed evitare il collasso dell’amministrazione, che, rimasta senza soldi, sarebbe costretta a licenziare migliaia di persone. È stato Ben Bernanke, il presidente della Federal Reserve, ieri, nel corso di audizione al Senato, a lanciare un nuovo allarme: la riduzione del debito è la questione più importante per il futuro dell’economi americana.

I repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera, impongono le proprie condizioni: se vuole l'intesa sul debito, il presidente deve accettare immediatamente tagli per sessanta miliardi alla spesa pubblica. Pur ammettendo la necessità dei tagli, Obama non intende risparmiare su scuola, ricerca e ambiente, aspetti chiave del suo programma.

Ma è sul piano sociale che le cose si stanno davvero complicando: il gop, forte dell'avanzata alle elezioni di midterm, usa l'allarme-bancarotta per attaccare i sindacati. L'offensiva è partita dal Wisconsin: il governatore Scott Walker ha minacciato di licenziare subito 1.500 dipendenti pubblici se le contrattazioni su pensioni e assistenza sanitaria non s'interromperanno. I rappresentanti democratici nel parlamento locale sono fuggiti in un altro Stato pur di far mancare il numero legale e impedire il varo della legge. E la federazione di tutti i sindacati del Wisconsin hanno minacciato lo sciopero generale.

Intanto, la situazione dell’economia non migliora. Il pil nel quarto trimestre è stato rivisto al ribasso a più 2,8 per cento dal più 3,2 per cento della prima stima, a fronte del più 1,7 del secondo trimestre e del più 2,6 per cento del terzo. La situazione è peggiore del previsto anche in Gran Bretagna, con l’economia che si è contratta più delle previsioni negli ultimi tre mesi dell’anno: meno 0,6 rispetto al meno 0,5 stimato in precedenza. Il dato alimenta i dubbi sulle ripresa economica e allontana le attese per un aumento dei tassi di interesse da parte della Bank of England. E il quadro è complicato dall’aumento dei prezzi del petrolio.

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26 agosto 2019

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