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​Opposizione in piazza
a Caracas

· Il governo annuncia una contromanifestazione ·

Manifestanti dell’opposizione a Caracas (Afp)

L’Assemblea nazionale (An) del Venezuela, controllata dall’opposizione, ha lanciato un appello alla popolazione perché scenda in strada a manifestare contro il presidente Nicolás Maduro, accusato di «aver usurpato il potere». Dal canto loro i sostenitori del governo di Caracas hanno annunciato l’intenzione di organizzare una manifestazione parallela al di fuori del palazzo presidenziale di Miraflores. Le proteste sono state convocate dall’opposizione in una data altamente simbolica per i venezuelani: il 23 gennaio 2019 è infatti il 61° anniversario della rivolta civile e militare che ha rovesciato l’ex dittatore venezuelano, il generale Marcos Pérez Jiménez.

Sul fronte politico Caracas ha annunciato l’intenzione di riconsiderare le sue relazioni con gli Stati Uniti dopo che il vicepresidente, Mike Pence, ha dato il suo sostegno al progetto del presidente dell’An Juan Guaidó di istituire un governo di transizione assumendo di fatto il potere.

«Ho incaricato il Ministero degli esteri di avviare una revisione totale, assoluta, delle relazioni con il governo degli Stati Uniti. Il vicepresidente ha violato le regole del gioco», ha dichiarato Maduro in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Telesur. Nei giorni scorsi Pence ha espresso «l’incondizionato sostegno» di Washington all’opposizione venezuelana, definendo Maduro «un dittatore che non può rivendicare il potere» e «che non ha mai vinto la presidenza in un’elezione libera ed equa». «I recenti avvenimenti in Venezuela» saranno al centro anche della riunione del Consiglio permanente dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), convocata per oggi a Washington. Lo rende noto un comunicato dell’organizzazione. Nella nota si precisa che l’incontro è stato disposto rispondendo alla «richiesta presentata dalle missioni permanenti di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Stati Uniti e Perú». Le relazioni tra Osa e Caracas sono molto tese da tempo. Il 27 aprile 2017 Maduro ha inviato una lettera al segretario generale dell’Osa, Luis Almagro, annunciando il ritiro dall’organizzazione.

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