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Un’occasione provvidenziale

· ​Dialogo tra le religioni ·

«Il dialogo interreligioso: una sfida, o un'occasione da cogliere?»: questo il tema della prolusione che il cardinale presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha tenuto lunedì 9 in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto teologico di Assisi. 

Henri Matisse «La danza» (1910)


Contrariamente a quanto si dice spesso, il dialogo interreligioso non favorisce il relativismo, ma lo combatte, dato che la prima cosa che si fa non è altro che proclamare la propria fede. Devo confessare che per me Gesù Cristo è il Signore. Devo dire come ha cambiato la mia vita. E il mio partner nel dialogo dovrà fare lo stesso. Non si può imbastire un dialogo sull’ambiguità.
Dialoghiamo perché Dio stesso è dialogo e non ha mai abbandonato l'umanità. «Dio che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi ha parlato ai Padri» (Ebrei, 1,1). Cristo è l'unico Salvatore, e ogni uomo è stato redento da lui, anche se non ne è consapevole. 3. Ma «lo Spirito soffia dove vuole» (Giovanni, 3, 8) ed è all’opera in ogni persona umana. Quindi siamo invitati a scoprire la presenza di Dio in ogni cultura in ogni persona, in ogni uomo. Sono i famosi semina verbi.
Secondo la nostra fede, Dio è presente in ogni uomo sin dall’inizio della sua esistenza, quindi molto prima di appartenere a una religione. Questo Dio è il Dio-Trinità, che invita ognuno di noi a condividere la sua vita. Siamo quindi invitati a entrare nel dialogo fondamentale iniziato da Dio stesso.
La parola “dialogo”, in latino colloquium, appare per la prima volta in un documento del magistero nell'enciclica Ecclesiam suam di Paolo VI. In realtà, il Papa parla del colloquium salutis, cioè il dialogo della salvezza di cui Dio prende l’iniziativa, e suggerisce così che se la Chiesa dialoga con l’umanità, lo fa perché confessa che Dio si è rivelato lui stesso al mondo tramite un processo di dialogo. Quindi, per Paolo VI, la dimensione dialogale della rivelazione fonda il carattere dialogale della missione. Da rilevare che l’enciclica parla del colloquium salutis per «tutta l’umanità», e non soltanto con le religioni dell'umanità. È perché confessiamo che Dio ha scelto, per rivelarsi, la via del dialogo con l’umanità, che la missione della Chiesa consiste appunto nel prendere l’iniziativa del dialogo con l’umanità.

di Jean-Louis Tauran

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22 ottobre 2019

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