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Determinanti
non solo nelle emergenze

· L’episcopato messicano per il riconoscimento del contributo dei cattolici alla crescita del paese ·

Città del Messico, 16. Non è possibile per la società messicana costruire un futuro di speranza senza il contributo determinante della comunità cattolica. 

È quanto, in estrema sintesi, ha affermato il cardinale arcivescovo di Guadalajara, Francisco Robles Ortega, presidente della Conferenza episcopale messicana. Introducendo i lavori della plenaria dell’episcopato, il porporato ha più volte sottolineato il ruolo fondamentale dei cattolici nella storia della nazione. Una presenza che affonda le radici nella devozione popolare alla Vergine di Guadalupe e che da ultimo ha avuto modo di manifestare ulteriore prova di generosità, attraverso la Caritas e le singole diocesi, in occasione dei soccorsi prestati alle popolazioni duramente colpite dai due violenti terremoti del settembre scorso.

È stata una «reazione di solidarietà, che è andata ben al di là delle aspettative del governo» e che «ha mostrato eloquentemente che le diagnosi sociologiche riguardanti l’apatia e la passività dei giovani sono sempre incomplete». Si è trattato però di una mobilitazione che non sempre — e non sempre adeguatamente, ha rimarcato il presidente dell’episcopato — ha trovato il suo giusto riscontro nei mezzi d’informazione. «Nessuno cerca un vano protagonismo. Quello che voglio sottolineare è che la marginalizzazione del contributo cristiano allo sviluppo sociale del paese continua», ha detto il porporato, il quale ha invece ribadito che «non è possibile interpretare il popolo messicano, soprattutto in queste difficili circostanze, indipendentemente dalla sua peculiare esperienza di fede». In questo contesto il presidente dell’episcopato ha ha ricordato le profonde radici religiose del popolo messicano, forgiato, pur nelle sue differenze culturali ed etniche, attorno all’apparizione della Vergine di Guadalupe.

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06 dicembre 2019

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