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Onu e Ue insieme per difendere i diritti umani

· Celebrazioni a Bruxelles in occasione dei settant’anni della Dichiarazione universale ·

La scultura “Universo illuminato” dell’artista spagnolo Cristóbal Gabarrón

Una catena umana di settanta persone che si tengono la mano e circondano un mondo illuminato dalla luce, che ne riflette allo stesso tempo diversità e unione. È la scultura “Universo illuminato” dell’artista spagnolo Cristóbal Gabarrón, inaugurata ieri mattina alla rotonda Schuman che si affaccia sulle sedi di Commissione e Consiglio Ue a Bruxelles. Un monumento per celebrare l’impegno di Ue e Onu a favore dei diritti umani nel mondo in occasione dei settant’anni della Dichiarazione universale. «La cooperazione accomuna Ue e Onu ed è l’unico modo per prevenire i conflitti e la sofferenza umana, anche quando è difficile» ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue, Federica Mogherini, sottolineando «l’urgenza di rafforzare il partenariato per creare un mondo migliore». Nella scultura, le settanta figure a dimensioni umane simboleggiano i 7,5 miliardi di persone della popolazione mondiale, mentre «il mondo è rappresentato da uno specchio dove vediamo riflessi noi stessi: un appello potente alla responsabilità individuale, l’Ue e il mondo sono ciò che ne facciamo noi», ha aggiunto Mogherini. Per l'occasione sono stati presentati anche diversi rapporti sulla situazione dei diritti umani nel mondo, in particolare sulle crisi più allarmanti. Tra queste, la crisi in Myanmar che ha portato all’esodo di centinaia di migliaia di persone appartenenti alla minoranza rohingya, e che ha costretto il Consiglio di sicurezza, non più tardi di un mese fa, a esprimere «profonda preoccupazione rispetto alle informazioni che parlano di violazioni dei diritti umani e di abusi commessi anche dalle forze di sicurezza del Myanmar». Violenze che l’organo delle Nazioni Unite ha constatato anche nel Mediterraneo condannando fortemente il mercato degli schiavi di cui sono vittime i migranti che arrivano in Libia. L’Onu parla di «abominevoli abusi dei diritti umani che possono anche costituire crimini contro l’umanità».

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11 dicembre 2019

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