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In onore
del popolo romeno

· Consacrata a Bucarest la cattedrale ortodossa nazionale ·

La fine dei lavori è prevista per il 2024 ma con i suoi quattordicimila metri quadrati e un campanile che raggiungerà i centoventi metri di altezza, la cattedrale della Salvezza del popolo romeno — inaugurata ieri a Bucarest dal patriarca di Romania, Daniel, e dal patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo — è senz’altro la più grande chiesa ortodossa del paese, seconda come edificio soltanto al palazzo del Parlamento. «È sant’Andrea, patrono di Romania, ad aver progettato e costruito questa cattedrale usando le abilità degli operai e degli iconografi», ha detto Daniel nella divina liturgia, sottolineando che l’apostolo «ci aiuta a pensare e a lavorare spiritualmente e a essere missionari nel nostro tempo seguendo il suo esempio». Assieme a Bartolomeo, ha consacrato l’altare e benedetto l’enorme iconostasi che lo sovrasta. Si è scelto di inaugurare la chiesa quest’anno perché nel 2018 ricorrono i cento anni dalla formazione della cosiddetta «Grande Romania», quando cioè, alla fine della prima guerra mondiale, Bessarabia, Bucovina e Transilvania si unirono al regno di Romania (annessione ratificata nel 1920 con il trattato del Trianon).

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15 ottobre 2019

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