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Ong chiamate a firmare
il codice di condotta

· Per le operazioni di salvataggio di migranti in mare ·

Roma, 31. Giornata decisiva per il codice di condotta delle ong nei salvataggi nel Mediterraneo. Oggi pomeriggio è prevista la firma presso il ministero dell’interno a Roma del testo presentato dal Viminale. Le organizzazioni non governative sono chiamate a sottoscriverlo e per quante dovessero scegliere di non farlo, si ipotizzano «misure» da parte delle autorità italiane. Nelle ultime ore, in tre interventi di soccorso effettuati nel Canale di Sicilia sono stati tratti in salvo 285 migranti.

Una nave di soccorso si avvicina a un gommone pieno di migranti (Reuters)

Due riunioni nei giorni scorsi al ministero dell’interno non sono bastate a dissipare i dubbi e, su alcuni punti, a superare l’aperta opposizione di alcune ong. Sono soprattutto l’impegno ad accogliere a bordo la polizia giudiziaria e a evitare il trasbordo di migranti su altre navi gli elementi più controversi. Venerdì scorso, al termine della seconda riunione, i tecnici del Viminale hanno predisposto la versione definitiva del codice, accogliendo alcune richieste e chiarimenti invocati dalle organizzazioni. In particolare, nell’impegno a non trasferire i migranti soccorsi su altre navi, è stata inserita la frase: «eccetto in caso di richiesta del competente centro di coordinamento per il soccorso marittimo e sotto il suo coordinamento, basato anche sull’informazione fornita dal capitano della nave». L’altro punto contrastato, quello della polizia a bordo, è stato riformulato sottolineando che la presenza degli uomini in divisa avverrà «possibilmente e per il periodo strettamente necessario». Non è stata accolta la richiesta che i poliziotti a bordo siano disarmati.

La spagnola Proactiva open arms fa sapere che non firmerà il codice e dubbi continuano a essere sollevati anche da altre ong. La tedesca Sea Watch annuncia che metterà presto in mare un’altra nave che si aggiungerà a quella già attiva e definisce il documento del Viminale «largamente illegale», aggiungendo che «non salverà vite umane ma avrà l’effetto opposto».

Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, ha affermato che «alla luce degli oltre 2000 morti di quest’anno non servono più regole, ma più capacità di soccorso». Minniti, si è detto intezionato a far entrare subito in vigore il codice, che ha definito «essenziale per la sicurezza del paese» e ha ribadito che «chi non firmerà dovrà accettare le conseguenze».

Inoltre Minniti ha fatto riferimento al ruolo della Libia. «Più del 40 per cento dei migranti salvati — ha ricordato — arrivano in Italia su navi delle ong», ma l’obiettivo è «far intervenire nelle acque territoriali la guardia costiera libica supportata dagli assetti della missione navale che l’Italia si appresta a varare», per «riportare le persone sulle coste del paese nordafricano».

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