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Onestà e coraggio per combattere gli abusi

· All’udienza generale il Papa parla del viaggio in Irlanda ·

Papa Francesco è tornato a esprimere «dolore» e «amarezza» per le sofferenze causate dallo scandalo degli abusi compiuti da alcuni membri della Chiesa. Durante l’udienza generale di mercoledì 29 agosto — dedicata al viaggio compiuto in Irlanda sabato 25 e domenica 26 — il Pontefice ha ricordato in particolare il «segno profondo» che ha lasciato nel suo animo l’incontro avuto nella nunziatura di Dublino con otto «sopravvissuti», ribadendo di aver chiesto più volte «perdono al Signore per questi peccati, per lo scandalo e il senso di tradimento procurati».

Papa Francesco a Dublino in preghiera nella  pro-cattedrale di St Mary davanti all’altare del Santissimo Sacramento dove arde il cero in ricordo di tutte le vittime degli abusi (25 agosto)

Parlando ai fedeli riuniti in piazza San Pietro il Papa ha voluto sottolineare che i vescovi irlandesi «hanno intrapreso un serio percorso di purificazione e riconciliazione con coloro che hanno sofferto abusi, e con l’aiuto delle autorità nazionali hanno stabilito una serie di norme severe per garantire la sicurezza dei giovani». Da parte sua Francesco ha assicurato di averli «incoraggiati nel loro sforzo per rimediare ai fallimenti del passato con onestà e coraggio, confidando nelle promesse del Signore e contando sulla profonda fede del popolo irlandese, per inaugurare una stagione di rinnovamento della Chiesa in Irlanda». Un paese dove — ha detto aggiungendo a braccio alcune parole al testo già preparato — «c’è la fede, c’è gente di fede, una fede con grandi radici», anche se «ci sono poche vocazioni al sacerdozio». Da qui la necessità di «pregare perché il Signore invii santi sacerdoti in Irlanda, invii nuove vocazioni».

Quanto agli altri temi toccati durante il viaggio, il Pontefice ha riaffermato che la sua presenza nel paese «voleva soprattutto confermare le famiglie cristiane nella loro vocazione e missione». E dopo aver ringraziato le autorità ecclesiali e civili per il lavoro svolto, ha ripercorso le tappe salienti del pellegrinaggio, rimarcando che il «momento culminante della visita è stata la grande festa con le famiglie, sabato sera, nello stadio di Dublino, seguita domenica dalla messa nel Phoenix Park».

In particolare nella veglia, ha raccontato, «abbiamo ascoltato testimonianze molto toccanti». E così «sono risaltati il valore della comunicazione tra generazioni e il ruolo specifico che spetta ai nonni nel consolidare i legami familiari e trasmettere il tesoro della fede». A questo proposito Francesco ha ripetuto che i nonni «sono la saggezza, sono la memoria di un popolo, la memoria delle famiglie». E perciò «i giovani e i bambini devono parlare con i nonni per portare avanti la storia».

In conclusione, dopo aver richiamato il significato della sosta di preghiera nel santuario di Knock — da dove ha rivolto «un saluto cordiale» al popolo dell’Irlanda del nord incoraggiando «il processo di riconciliazione, pacificazione, amicizia e cooperazione ecumenica» — Francesco ha confermato che l’incontro di Dublino «è stata un’esperienza profetica, confortante, di tante famiglie impegnate nella via evangelica del matrimonio e della vita familiare». E se oggi è «di moda» parlare soprattutto di divorzio, il Papa ha ribadito che «l’ideale non è la separazione, l’ideale non è la distruzione della famiglia: l’ideale è la famiglia unita».

Dopo la catechesi, salutando i gruppi di fedeli presenti, il Pontefice ha ricordato che il 1° settembre si celebrerà la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, con un’attenzione particolare alla questione dell’acqua, «bene primario da tutelare e da mettere a disposizione di tutti».

Le parole del Papa

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