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Onda d’urto

· ​Migliaia di profughi premono per entrare dalla Grecia in territorio macedone ·

Critica la situazione umanitaria mentre giungono notizie di altri sbarchi

Resta esplosiva ed estremamente critica la situazione al confine fra ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Grecia, dove oltre 7.000 migranti e profughi giunti dal Medio oriente sono sempre in attesa di poter passare la frontiera e proseguire il loro viaggio lungo la rotta balcanica. Per tutti, l’obiettivo è arrivare in Germania e negli altri Paesi del nord Europa. 

Migranti ammassati davanti alla recinzione che separa la Grecia dalla Macedonia (Afp)

 All’indomani dei violenti scontri di ieri, quando alcune centinaia di migranti — esasperati dall’attesa e spinti dalla disperazione e dal freddo — hanno assaltato e sfondato un tratto di recinzione di filo spinato al confine per entrare in territorio macedone, con la polizia di Skopje che ha reagito con gas lacrimogeni e bombe assordanti, la tensione è sempre palpabile. Al momento, non si intravede una via d’uscita per le migliaia di persone — la maggior parte donne e bambini — tuttora accampate tra enormi diffic0ltà a Idomeni, l’ultimo avamposto di confine in territorio greco. Estremamente critica è la situazione umanitaria, con condizioni igienico-sanitarie indescrivibili e scarso rifornimento di cibo, acqua e medicine, mentre giungono notizie di altre migliaia di sbarchi di migranti nelle isole greche dalla vicina Turchia. Intanto, sono riprese oggi le operazioni di sgombero della parte sud della cosiddetta “giungla” di Calais, interrotte ieri a causa degli scontri tra polizia, attivisti e migranti: lo riporta la Bbc. Nella notte la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i migranti che lanciavano sassi contro le squadre di demolitori.

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17 settembre 2019

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