Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Oltre un milione di americani in bancarotta

· Ma a Wall Street si respira aria di ripresa ·

Oltre un milione di americani nel 2010 ha dichiarato bancarotta, il nove per cent0 in più rispetto all’anno precedente. Il dato è stato reso noto ieri dall’ American Bankruptcy Institute . Si tratta del numero più elevato dal 2005, ovvero da quando è entrata in vigore la nuova normativa sulla bancarotta personale.

«L’elevato numero di richieste dimostra che le famiglie continuano a ricorrere alla bancarotta sotto il peso dell’elevato debito e di una stagnante crescita dei redditi» ha dichiarato il direttore dell’ American Bankruptcy Institute , Samuel J. Gerdamole. «Le richieste continueranno a salire nel 2011». In dicembre il numero delle richieste per bancarotta è salito a livelli record a 118.146 persone, il quattro per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2009.

Sulla tenuta dell'economia americana pesano gravi incognite: lo affermano numerosi analisti che gettano l'ombra del dubbio sulle possibilità di ripresa americana. Un surriscaldamento dell'economia è la maggiore preoccupazione. Anche se non è il risultato più probabile, il timore è che i tassi o i prezzi salgano troppo spegnendo la ripresa. Lo affermano — secondo quanto riporta il «Wall Street Journal» — alcuni investitori che, dicendosi ottimisti sulle prospettive economiche americane, temono una crescita troppo veloce. «Nonostante questi timori, la maggior parte di economisti, analisti e investitori ritengono che i recenti dati puntino verso uno scenario di crescita modesta e bassa inflazione nel 2011» scrive il «Wall Street Journal». Il maggior rischio — secondo il quotidiano economico — è che l’economia si riprenda e la Fed sia troppo lenta ad alzare i tassi di interesse. In questo scenario, la banca centrale si sarebbe spinta troppo avanti impegnandosi ad acquistare ulteriori 600 miliardi di dollari di titoli di Stato.

Notizie positive arrivano invece dalla Borsa. Wall Street è salita ai massimi livelli degli ultimi due anni sulla scia dei buoni dati sull’andamento del settore manifatturiero e delle costruzioni che migliorano le prospettive per l’economia statunitense. Il Dow Jones ha chiuso ieri salendo di 93,24 punti, lo 0,81 per cento, a 11.670,75 punti, dopo aver toccato i massimi dall’ottobre 2008. A spingere è stato soprattutto il titolo di Bank of America, che è avanzato del 6,4 dopo aver risolto la disputa con Fannie Mae e Freddie Mac sul riacquisto di mutui per complessivi tre miliardi di dollari. Il titolo Alcoa è salito del 3,5 per cento. Boeing ha guadagnato l’1,9 per cento. Intel cede l’1,1 per cento dopo il downgrade di Piper Jaffray. Il Nasdaq ha guadagnato di 38,65 punti, l’1,46 per cento, a 2.691,52 punti: l’indice ha raggiunto i massimi da tre anni. Lo S&P 500 ha guadagnato 14,23 punti, a 1.271,87 punti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE