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Povera Asia

· Oltre un miliardo e mezzo di persone nel continente subisce gli effetti della crisi globale ·

Maggiore fonte di instabilità è l’aumento dei prezzi dei generi alimentari

Una donna nepalese (Epa)

Nonostante la presenza di grandi economie come la Cina o il Giappone, l’Asia si conferma una delle aree più povere del mondo. L’ultimo allarme arriva dalla Banca asiatica per lo sviluppo, che in un rapporto pubblicato ieri sottolinea come la situazione sia destinata a peggiorare. Nel giro di pochi anni oltre un miliardo di persone potrebbe ricadere in una situazione di estrema povertà. E questo soprattutto a causa delle incertezze economiche globali e delle risposte inadeguate da parte dei Governi. I nuovi dati dell’istituto con sede a Manila disegnano un quadro drammatico: disoccupazione, malattia, recessione, inflazione, scarsità dei raccolti, catastrofi di varia natura e conflitti sociali originati dalle crescenti disuguaglianze concorrono a formare un rischio concreto per oltre un miliardo e mezzo di persone dall’Afghanistan all’Indonesia, fino agli Stati insulari del Pacifico. Nello specifico, sottolinea il rapporto, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari è la maggiore fonte di instabilità, dato che già ora assorbe buona parte dei redditi familiari dei meno abbienti e ben oltre la metà del reddito dei più indigenti: sono 733 milioni coloro che nella regione sopravvivono con 1,2 dollari al giorno, una somma ritenuta convenzionalmente soglia della povertà estrema.

 

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10 dicembre 2019

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