Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Oltre trecento civili uccisi
per errore

· In Siria e Iraq durante operazioni per colpire i jihadisti ·

Il dramma dei civili siriani e iracheni non conosce fine. Nei mesi di marzo e aprile 2017 ne sono morti 332 durante le operazioni della coalizione internazionale a guida statunitense contro il cosiddetto stato islamico (Is). Un netto aumento rispetto all’inizio della missione. È quanto si legge nell’ultimo rapporto diffuso dal dipartimento della difesa statunitense. Nel comunicato del Pentagono sono elencati gli interventi compiuti contro i miliziani. Ad aprile 2017 sono stati 19 gli attacchi condotti in Siria, 13 quelli in Iraq. Nei blitz sono stati colpiti pozzi di petrolio, veicoli, postazioni dei miliziani e anche 132 civili. E marzo è stato il mese più cruento, con le bombe cadute dal cielo su Mosul che dovevano colpire gli jiadisti ma che hanno in realtà ucciso 200 persone tra civili e attivisti dei diritti umani. I militari statunitensi ammisero quell’errore dieci giorni dopo.

Secondo alcune organizzazioni non governative, come AirWars (osservatorio sulle operazioni militari in Siria e Iraq guidato da un gruppo di giornalisti), negli ultimi mesi gli Stati Uniti avrebbero abbassato gli standard di sicurezza abitualmente utilizzati per difendere i civili durante gli attacchi. La coalizione, tuttavia, ha respinto le accuse mosse da AirWars e ha spiegato che l’aumento delle vittime civili è dovuto all’intensificarsi delle operazioni condotte su territori densamente abitati e quindi a maggior rischio. Intanto, con la battaglia agli sgoccioli, nei prossimi mesi il bilancio potrebbe aggravarsi anche a Mosul. «Gli iracheni progredendo in modo costante — ha spiegato il colonnello dell’esercito statunitense Ryan Dillon — si stanno avvicinando agli ultimi tre quartieri occidentali di Mosul ancora occupati dai jihadisti». Ai miliziani è rimasto il controllo di circa dieci chilometri quadrati di città. «Recuperarli — ha proseguito il colonnello — non sarà semplice; sarà l’operazione più complicata che le forze irachene dovranno affrontare per sconfiggere l’Is». Nel frattempo continua l’evacuazione dei civili dalle zone di combattimento.  

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE