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Oltre mille arresti
in Russia

· ​Per le proteste anticorruzione ·

Manifestanti raccolti  in una piazza a San Pietroburgo (Ap)

Sono salite a 1030 le persone fermate ieri a Mosca per aver partecipato alle manifestazioni organizzate dal blogger e attivista politico Aleksej Naval’nyj, per protestare contro la corruzione. Molte sono state rilasciate. Hanno sfilato 99 cortei, di cui 72 non autorizzati. Vi hanno preso parte migliaia di persone, non solo nella capitale ma anche a San Pietroburgo e in molte altre città russe. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha definito i cortei «una provocazione» e ha parlato di «menzogne diffuse». Secondo il suo avvocato, Naval’nyj, anche lui arrestato e che oggi dovrebbe comparire di fronte al giudice, è accusato di aver organizzato un’azione di massa che ha causato la violazione dell’ordine pubblico. L'attivista rischia fino a quindici giorni di arresto amministrativo. A febbraio Naval’nyj aveva presentato la sua candidatura in vista del voto presidenziale nel 2018.

Come detto, alla radice delle proteste c’è la lotta contro la corruzione dilagante. In effetti, l’indice Transparency International mette la Russia al 133° posto, accanto a Honduras e Guyana, per quanto riguarda la trasparenza negli affari pubblici. Un problema di cui ha parlato più volte anche il presidente Vladimir Putin. Dal canto suo Naval’nyj ha puntato l’indice contro il primo ministro ed ex presidente Dmitrij Medvedev. Oltre a Mosca e San Pietroburgo, comizi e manifestazioni con diverse centinaia di persone si sono svolti anche a Vladivostok, Krasnojarsk e Tomsk. A San Pietroburgo, varie migliaia di manifestanti si sono riuniti al Campo di Marte e hanno poi marciato verso il principale viale della città, la Nevski, scandendo slogan contro il governo. Secondo la polizia, alla manifestazione che si è svolta senza autorizzazione nella centralissima piazza Pushkin di Mosca, hanno partecipato circa ottomila persone. Secondo gli organizzatori, erano più di 20.000.

Numerose le reazioni internazionali. Dagli Stati Uniti si è levata la voce di Mark Toner, portavoce del dipartimento di stato che ha affermato: «Gli Stati Uniti condannano fermamente gli arresti di centinaia di manifestanti pacifici in Russia» e «chiedono al governo russo di rimetterli subito in libertà». 

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25 maggio 2019

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