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Oltre le promesse

· Il Consiglio europeo e la sfida dell’immigrazione ·

«Non è eccessivo dire che l’Europa si trova di fronte a una prova storica». Questo il messaggio lanciato dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, parlando questa mattina al Bundestag, in vista del Consiglio europeo che si apre nel pomeriggio.

Sarà il quarto vertice dell’anno incentrato sul tema cruciale dell’immigrazione, con diverse questioni sul tavolo: la mancanza di una strategia comune, i rinforzi a Frontex e all’Ufficio Ue per l’asilo che non arrivano, i fondi in favore di Africa e Siria che restano nelle casse degli Stati membri nonostante le promesse. A ciò si aggiungono poi le incomprensioni sul significato degli hotspot: con Francia, Germania e Finlandia che li intendono anche come centri di attesa per i richiedenti asilo e di detenzione per i migranti da rimpatriare, mentre Italia e Grecia frenano. Sarà dunque un confronto difficile, dal quale tuttavia ci si attende moltissimo. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha promesso che esigerà dagli Stati membri «il rispetto degli impegni». Sul piano pratico qualcosa sta migliorando, dicono gli esperti della Commissione che ieri hanno presentato i rapporti su Italia e Grecia. Il primo hotspot italiano ha cominciato a funzionare, le prime ricollocazioni sono partite assieme ai primi rimpatri dei migranti economici. Ma resta ancora «molto lavoro da fare», soprattutto sulle regole da seguire per i migranti in attesa di valutazione delle loro richieste di asilo.

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21 marzo 2019

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