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Oltre
le paure e gli egoismi

· A colloquio con il cardinale Vegliò sul tema della giornata mondiale del migrante e del rifugiato ·

In prima linea nel soccorso e nell’accoglienza dei migranti ci sono le comunità cristiane: lontano dai riflettori mediatici, ogni giorno rispondono con la concretezza della solidarietà alle sfide che l’arrivo dei profughi pone alla coscienza personale e collettiva. 

Per questo la voce della Chiesa è «una parola profetica» che trae la sua forza dalla testimonianza. All’indomani dell’annuncio del tema della giornata mondiale 2016 — «Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia» — il cardinale Antonio Maria Vegliò ricorda al nostro giornale che sulla questione degli immigrati «non si può rimanere in silenzio e indifferenti», anche se «non è facile dare una risposta soddisfacente a tutti». Fondamentale, secondo il presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, resta l’opera di informazione e di formazione dell’opinione pubblica, soprattutto per favorire un’adeguata riflessione sull’origine delle paure e delle diffidenze che si diffondono tra la gente di fronte allo “straniero”. In questo senso la giornata mondiale, a giudizio del porporato, può diventare “per tutta la Chiesa un’opportunità concreta per riflettere, pregare e agire”.

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25 agosto 2019

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