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Oltre le divisioni tra i popoli

· ​Papa Francesco al Coni ·

Lo sport «può diventare tramite di una forza ideale capace di aprire vie nuove, a volte insperate, nel superamento di conflitti causati dalla violazione dei diritti umani». Lo ha affermato il Papa parlando ai dirigenti e agli atleti italiani riuniti venerdì 19 dicembre nella basilica vaticana in occasione del centenario del Comitato olimpico nazionale. «Da sempre — ha osservato il Pontefice — lo sport ha favorito un universalismo caratterizzato da fraternità e amicizia tra i popoli, concordia e pace tra le nazioni; da rispetto, tolleranza, armonia delle diversità».

In questo senso, lo stesso motto olimpico — Citius, altius, fortius — «non è un incitamento alla supremazia di una nazione sull’altra, di un popolo su un altro popolo, e nemmeno all’esclusione dei più deboli e dei meno tutelati», ma rappresenta «la sfida a cui siamo chiamati tutti, non solo gli atleti: quella di assumere la fatica, il sacrificio, per raggiungere le mete importanti della vita, accettando i propri limiti senza lasciarsi bloccare da essi ma cercando di superarsi».

Da Francesco anche un appello a «favorire uno sport accessibile a tutti, attento ai più deboli e alla fasce più precarie della società».

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