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​Oltre le divisioni

· ​Cuba e Stati Uniti riaprono le rispettive ambasciate ·

Dopo oltre mezzo secolo, Stati Uniti e Cuba voltano pagina. Dalla mezzanotte di oggi quelle che erano le rispettive “sezioni di interesse” a Washington e all’Avana sono diventate a pieno titolo ambasciate. 

La bandiera cubana al dipartimento  di Stato americano a Washington (Afp)

È un passo storico, un atto formale che chiude un pezzo della guerra fredda e della storia del Novecento. Sembra ormai lontanissimo il maggio 1979, quando il palazzo sede della cosiddetta “sezione d’interesse” cubana a Washington fu oggetto di un attacco da parte di un gruppo paramilitare di esiliati cubani: l’Omega 7, fondato in Florida e che aveva come obiettivo quello di rovesciare il regime di Fidel Castro. Oggi quello stesso palazzo è tirato a lucido per ospitare la cerimonia ufficiale di riapertura dell’ambasciata, alla quale sono state invitate cinquecento persone. L’evento verrà presieduto dal ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, primo capo della diplomazia dell’isola in visita ufficiale negli Stati Uniti dal 1959. In rappresentanza di Washington ci sarà invece Roberta Jacobson, massima responsabile per l’America latina del dipartimento di Stato. L’annuncio del disgelo tra Cuba e Stati Uniti è avvenuto il 17 dicembre scorso in due discorsi pronunciati in contemporanea dal presidente statunitense, Barack Obama, e dal leader cubano, Raúl Castro. Da quel momento i passi in avanti nella normalizzazione delle relazioni sono stati tanti, anche se non mancano le incognite ancora aperte. 

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22 novembre 2019

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