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Insieme
contro la siccità

· In Pakistan una iniziativa di cristiani, musulmani e indù ·

Un programma per arginare gli effetti della siccità in 50 villaggi del distretto di Tharparkar, nella provincia del Sindh, è stato avviato nei giorni scorsi da Caritas Pakistan. In questi villaggi, indù, cristiani e musulmani vivono in piena armonia e condivisione con un unico obiettivo: raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per il fabbisogno quotidiano. In particolare, nel villaggio di Kohli Veri Rughani Pato, piume di pavone e foto di divinità indù decorano il tempietto all’entrata del piccolo centro abitato. Al di fuori del recinto, due serbatoi d’acqua mostrano, invece, il simbolo della croce cristiana. Qui, gli abitanti hanno capito che l’armonia fra le fedi è l’unica strada percorribile. 

Manshad Asghar, segretario esecutivo di Caritas Pakistan per l’ufficio di Hyderabad (Cph), racconta all’agenzia AsiaNews che «al mercato di Tharparkar si può trovare carne di pollo e di montone, ma nessuno vende quella di manzo. Questo è un vero grande esempio di armonia interreligiosa. Gli abitanti locali rispettano il credo degli indù. Mandrie di bovini pascolano in modo pacifico nelle zone desertiche adiacenti ai villaggi indù». L’ente caritativo cattolico ha formato un comitato per lo sviluppo dei villaggi, organizzato corsi di formazione su salute e igiene, la gestione del bestiame e del raccolto, la conservazione del suolo e dell’acqua, come immagazzinare i semi, preservare il cibo e il mangime. In totale, dal 2016, Caritas Pakistan ha costruito 500 serbatoi per raccogliere l’acqua, piantato 7232 alberi, distribuito 825 pacchi di cibo e 1460 capre; ha vaccinato quasi 24.000 capi di bestiame, ripristinato 20 stagni, riparato 40 pozzi e distribuito semi a 975 agricoltori in tutta la regione. «A luglio — ha raccontato un anziano agricoltore, Krishan Prema — è piovuto per pochi minuti, ma avremmo bisogno di un miracolo per far crescere il nostro raccolto. L’intero villaggio di Kohli Veri Rughani Pato prende l’acqua da una cisterna, mentre una seconda è asciutta da due mesi. Di solito i miei quattro figli lavoravano nelle fattorie durante i periodi di fioritura, ma tutti sono stati costretti ad abbandonare il villaggio e andare in città. Più di una quarantina di capi di bestiame sono morti a causa di infezioni». Krishan Prema si dice grato per l’impegno profuso dalla Chiesa cattolica che opera nella provincia del Sindh. «Ringraziamo il gruppo della Chiesa che ci sostiene e ci ha fatto visita nonostante le difficoltà che si incontrano lungo la strada sterrata che porta al nostro villaggio». In questi posti situati molto lontano dai centri abitati, il sostegno delle comunità cristiane è fondamentale. Il villaggio di Kohli Veri Rughani Pato, dimora di circa 100 famiglie indù, è uno dei più colpiti dalla siccità nel distretto di Tharparkar. Ad agosto nel distretto sono morti nove neonati e dall’inizio dell’anno almeno 375 bambini sono deceduti a causa della malnutrizione.

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19 novembre 2018

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