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Oltre
l’autoreferenzialità

· A Barcellona dibattito sull’informazione religiosa ·

La copertina dell’ultimo numero  di «Catalunya Cristiana»

Il rinnovamento grafico di «Catalunya Cristiana», il settimanale che alla fine dello scorso gennaio ha oltrepassato la soglia dei duemila numeri, è stato l’occasione per un confronto sull’informazione religiosa. Organizzata a Barcellona la sera del 12 aprile scorso nella Facoltà di comunicazione e relazioni internazionali Blanquerna, la tavola rotonda è stata aperta da un saluto del decano Josep Maria Carbonell e da un intervento di Míriam Díez, che dirige l’osservatorio su comunicazione, religione e cultura dell’istituzione accademica.

Presente tra gli altri Jaume Pujol Balcells, arcivescovo di Tarragona, hanno preso parte alla discussione, moderata da Carme Munté, giovane donna caporedattore di «Catalunya Cristiana», il direttore della rivista Jaume Aymar, il segretario della Conferenza episcopale spagnola José María Gil Tamayo e il direttore dell’Osservatore Romano. In una situazione mediatica condizionata da grandi gruppi di potere economico e finanziario, i media d’ispirazione religiosa hanno una capacità d’influenza limitata ma al tempo stesso possono contare su realtà diversificate.

Tra queste, oltre la realtà «singolarissima» del giornale della Santa Sede e oggi del suo mensile «donne chiesa mondo», vi sono quotidiani come «la Croix» in Francia, tra i più autorevoli in ambito internazionale, settimanali intelligenti e vivaci come «Vida Nueva» in Spagna e in diversi paesi ispanoamericani, oppure testate diffuse in realtà locali come «Our Sunday Visitor» negli Stati Uniti e come in alcune diocesi italiane.

Media, non solo a stampa, che hanno saputo rinnovarsi bilanciando la forza della tradizione e l’indispensabile presenza in un mondo digitale i cui condizionamenti e limiti stanno venendo sempre più alla luce e di fronte ai quali appaiono urgenti antidoti critici.

Nella discussione è emersa l’importanza della comunicazione istituzionale nella Chiesa e della necessità di migliorarne il livello di attendibilità e autorevolezza, superando mentalità autoreferenziali, diffidenze e chiusure, come è apparso e appare con evidenza nella questione scandalosa e dolorosa degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero. In questo ambito centrale è tuttora utile avere presente il rinnovamento introdotto soprattutto nella stagione conciliare. Consapevoli che soltanto il profilo istituzionale è in grado di superare i personalismi e garantire la trasparenza. (g.m.v.)

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15 settembre 2019

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