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Oltre i confini
delle appartenenze
etniche e religiose

· Nel messaggio per la prossima Giornata mondiale il Pontefice rilancia l’importanza della missione ·

E alla Roaco manifesta la sua volontà di recarsi in Iraq il prossimo anno

«Nessuno rimanga chiuso nell’autoreferenzialità della propria appartenenza etnica e religiosa»: lo invoca a gran voce il Papa nel messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2019, che si celebra il 20 ottobre e che è stato pubblicato nella domenica di Pentecoste.

Cerezo Barredo, murale del seminario claretiano a Guadalajara (Messico)

Incentrato sul tema «battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo» — lo stesso del mese missionario straordinario indetto dal Pontefice per il centenario della lettera apostolica Maximum illud di Benedetto XV — il documento di Francesco ribadisce l’importanza di «rinnovare l’impegno missionario della Chiesa» e di «riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo». Ed ecco allora, spiega il Papa, che «celebrare questo mese ci aiuterà in primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede».

Secondo il Pontefice infatti «una Chiesa in uscita» richiede «conversione missionaria costante e permanente». Lo dimostrano tutti quei santi, «donne e uomini di fede» che «ci mostrano possibile e praticabile questa uscita misericordiosa come spinta urgente dell’amore e della sua logica intrinseca di dono, di sacrificio e di gratuità».

Inoltre, aggiunge Francesco, «la provvidenziale coincidenza» del mese missionario straordinario «con la celebrazione del Sinodo speciale sulle Chiese in Amazzonia» sottolinea «come la missione affidataci da Gesù con il dono del suo Spirito sia ancora attuale e necessaria anche per quelle terre e per i loro abitanti».

L’indomani il Papa ricevendo la Roaco (Riunione delle opere per l’aiuto alla Chiese orientali), ha manifestato la volontà di recarsi in Iraq il prossimo anno.

Il messaggio del Papa

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22 agosto 2019

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