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Nel 2017
oltre diecimila civili uccisi in Siria

· ​Molti sono bambini e donne ·

Il conflitto siriano resta la principale crisi internazionale. A dimostrarlo sono, ancora una volta, i numeri. Secondo i dati diffusi ieri dall’Osservatorio siriano per i diritti umani (organizzazione dell’opposizione in esilio con sede a Londra: una delle fonti più accreditate), nel 2017 almeno 39.000 persone, tra cui 10.507 civili, sono state uccise negli scontri che devastano il paese mediorientale, giunto al sesto anno di guerra. Tra le vittime ci sono 2109 bambini e 1492 donne: circa la metà. Sempre secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio, almeno 2923 vittime erano soldati delle forze del presidente Al Assad, mentre 7494 erano miliziani ribelli. Questo tragico aggiornamento del bilancio porta a ben oltre mezzo milione il numero complessivo delle vittime dall’inizio del conflitto nel 2011. Fra queste — sempre secondo l’Osservatorio — 96.073 sarebbero le vittime civili, di cui 17.411 minori e 10.847 donne. Alcuni mesi fa un’altra organizzazione umanitaria, il Syrian network for human rights, ha pubblicato un rapporto nel quale il bilancio delle morti civili sale addirittura a 206.923 (di cui 24.799 bambini). Va detto poi che la guerra in Siria ha provocato un esodo di massa: secondo i dati dell’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, il numero dei rifugiati che hanno cercato riparo fuori dai confini del paese (soprattutto in Turchia) ammonta a oltre cinque milioni. Gli sfollati interni, invece, raggiungono i 6,3 milioni. Una delle zone nelle quali i combattimenti tra forze governative e ribelli si sono più concentrati nelle ultime settimane è il Goutha orientale, nella regione di Damasco, la capitale. Proprio qui si segnala una delle situazioni peggiori dal punto di vista umanitario: a causa degli scontri la Croce Rossa ha dovuto evacuare migliaia di civili con urgente bisogno di cure mediche.

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