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Oltre cinquemila minori
riuniti alle famiglie

· In Sud Sudan ·

Da quando, nel 2013, è scoppiato il conflitto nel Sud Sudan, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), e altre organizzazioni sono riusciti a riunire oltre cinquemila bambini alle loro famiglie. «Tenere le famiglie unite è il modo migliore per garantire che i bambini siano protetti, questo è il motivo per cui il processo di ricongiungimento familiare è così importante», ha spiegato Mahimbo Mdoe, rappresentante dell’Unicef nel paese.

«I bambini si affidano alla loro famiglia per avere stabilità, protezione e sostegno, e questo è ancora più fondamentale nei momenti di conflitto», ha precisato il responsabile del Fondo. In totale sono 16.055 i bambini non accompagnati registrati dalle organizzazioni coinvolte nei programmi di ricerca e ricongiungimento in Sud Sudan. Continuano dunque gli sforzi per trovare le famiglie di oltre diecimila minori.

Dalle Nazioni Unite è giunto anche un severo monito nei confronti dei responsabili delle stragi. «Gli stessi leader responsabili del conflitto possono anche portare il Sud Sudan fuori dall’abisso imminente», ha detto il capo delle operazioni di pace dell’Onu, Jean-Pierre Lacroix, durante una riunione del Consiglio di sicurezza. Serve una autentica volontà politica di fermare le operazioni militari, negoziare pacificamente e raggiungere i compromessi necessari per la pace ha aggiunto Lacroix. Nel mese scorso, il Sud Sudan ha visto peggiorare la situazione della sicurezza con numerosi scontri in molte parti del paese, oltre la presenza di gruppi armati che continua ad alimentare la tensione. Anche la situazione dei diritti umani rimane preoccupante, con segnalazioni di omicidi extragiudiziali di civili, arresti arbitrari, repressione della libertà di parola e violenze contro gli oppositori politici.

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