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Oltre centomila persone
rientrano a Raqqa

· Mentre viene sospeso lo sgombero dei civili e dei miliziani da Duma ·

Sono oltre centomila i civili riusciti a rientrare a Raqqa, la città siriana che il sedicente stato islamico (Is) aveva dichiarato di aver scelto quale capitale. Il capoluogo dell’omonimo governatorato nel centro nord della Siria, è stato liberato dal controllo dei miliziani lo scorso ottobre e ancora oggi si presenta «in gran parte distrutto, privo di servizi e disseminato di ordigni».

Due bambini in attesa della partenza da Duma (Afp)

È quanto emerge dal rapporto della prima missione Onu compiuta domenica scorsa nella zona. Il gruppo di 25 osservatori inviati dalle Nazioni Unite ha dichiarato che il 70 per cento degli edifici sono stati distrutti e che «la devastazione di Raqqa è anche peggiore di quelle di Homs e Aleppo», strappate ai ribelli dalle truppe governative siriane «dopo intensi bombardamenti aerei». Inoltre, in molte zone gli edifici e le strade sono ancora disseminati di granate, bombe inesplose e trappole esplosive lasciate dall’Is prima di ritirarsi, mentre mancano i servizi essenziali, come acqua ed elettricità. Resta intanto critica la situazione nell’area del Ghouta orientale. In particolare è stata sospesa l’evacuazione di civili e di ribelli dalla città di Duma, che come il resto del sobborgo a est di Damasco soffre delle conseguenze dell’assedio da parte delle forze governative che dura dal 2013. L’agenzia di stampa Sana ha spiegato che la sospensione deriva da un disaccordo con un gruppo ribelle. I bus sono entrati a Duma per le operazioni di sgombero ma sono usciti senza passeggeri. Nei giorni scorsi, centinaia di persone, civili o combattenti, hanno lasciato la città verso zone della Siria settentrionale controllate da ribelli sostenuti dalla Turchia. E in totale sono 157.000 i civili che hanno lasciato il Ghouta orientale dall’inizio delle cosiddette «pause umanitarie», cioè delle sospensioni temporanee delle operazioni militari. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), l’Is continua a colpire in Siria. Negli ultimi 22 giorni almeno 204 soldati siriani e miliziani di formazioni lealiste sono stati colpiti a morte in scontri con i combattenti del sedicente stato islamico.  

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