Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Oltre cento
i dispersi in mare

· Aumenta il bilancio delle vittime dei naufragi al largo della Libia ·

L’accordo raggiunto all’interno del governo tedesco crea nuove tensioni in Europa

Catena di naufragi nel Mediterraneo: aumentano i numeri dei migranti dispersi nel tratto di mare tra Libia e Italia. «Un altro triste giorno in mare: oggi 276 rifugiati e migranti sono stati fatti sbarcare a Tripoli, inclusi 16 sopravvissuti di un'imbarcazione che portava 130 persone, delle quali 114 sono ancora disperse in mare» si legge in un tweet dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). 

In una prima stima, ieri, i dispersi risultavano 63; altre 41 persone erano state salvate dalla Guardia costiera libica. Venerdì 29 giugno circa cento persone erano annegate dopo che la barca sulla quale viaggiavano si era rovesciata. Tra loro, i corpi dei tre bimbi di pochi mesi ritrovati subito dopo l'allarme. Dall'inizio dell'anno sono oltre mille i morti in mare e diecimila i migranti recuperati dalla guardia costiera libica. Ieri la commissione Ue ha lanciato un allarme sui rimpatri verso la Libia. «Non ci saranno mai dei rimpatri dell'Ue verso la Libia o navi europee che rimandano i migranti in Libia. Questo è contro i nostri valori, il diritto internazionale e quello europeo. Siamo ben al corrente della situazione inumana per molti migranti in Libia. Sul piano politico, si rischiano nuove tensioni in Europa dopo l'accordo raggiunto all'interno dell'esecutivo tedesco tra i cristianodemocratici (Cdu) del cancelliere Angela Merkel e l'Unione cristiano-sociale (Csu). Era stato il ministro dell'interno, Horst Seehofer, leader della Csu, ad aprire la crisi, annunciando le proprie dimissioni per la gestione della questione migranti da parte di Merkel nel recente Consiglio Ue. Merkel aveva parlato di un accordo con altri paesi per regolare i flussi degli arrivi, ma evidentemente questo non è bastato a Seehofer. Ieri sera, dopo due giorni di faticose trattative, l'annuncio dell'intesa che prevede un'applicazione rigidissima del regolamento di Dublino, secondo cui i profughi devono fare domanda nel primo paese di approdo in Europa. L'altro punto centrale dell'intesa tra Cdu e Csu riguarda invece il progetto di costituire “zone di transito” vicino ai confini dove verrebbero portati i profughi che sono già registrati in altri paesi europei con cui la Germania ha accordi specifici. In sostanza, si tratta di una drastica riduzione degli ingressi.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE