Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Espulsi oltre cento
diplomatici russi

· Europa, Stati Uniti, Canada prendono posizione sul caso Skripal ·

Si moltiplica in Europa e in Nord America il numero di diplomatici russi espulsi. Sul caso Skripal, infatti, hanno preso posizione, accanto al Regno Unito, buona parte dei paesi europei, gli Stati Uniti, il Canada. Questi paesi riconoscono che il coinvolgimento di Mosca nel tentato omicidio dell’ex agente russo, avvelenato il 4 marzo scorso insieme con la figlia Yulia con gas nervino a Salisbury, è l'unica spiegazione possibile dell'accaduto.

Così, seguendo l'esempio di Londra, 15 paesi Ue e la Norvegia hanno annunciato ieri l’espulsione di diverse decine di diplomatici russi; la Casa Bianca ha ordinato a sessanta funzionari russi di lasciare il paese entro una settimana e ha annunciato la chiusura del consolato russo di Seattle. Secondo le parole dell' ambasciatore russo a Washington, Anatolij Antonov, così facendo Washington «ha colpito quel che resta dei legami tra Russia e Stati Uniti». E, attraverso il portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, il Cremlino fa sapere che risponderà con decisioni simili.

Annunciando la decisione dei paesi europei, da Varna in Bulgaria, il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha definito possibili ulteriori provvedimenti. Dagli Stati Uniti sembra siano in arrivo anche sanzioni economiche. Tra i paesi Ue che non hanno risposto all'appello inglese ci sono il Portogallo, il Belgio, l'Austria, l'Irlanda, che ha chiesto più tempo per decidere. Hanno seguito, invece, l’Unione europea l'Albania e l'Ucraina. Quest'ultima espellerà 13 diplomatici russi.

Da Londra, Downing Street ha sottolineato l’importanza di un segnale mandato «fianco a fianco» per avvertire la Russia «che non può continuare a violare il diritto internazionale».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE