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Oltre 700.000 bambini
costretti a lavorare

· In Argentina ·

Bambino   alla periferia di Buenos Aires

Un piaga terribile, difficile da estirpare. In Argentina sono 715.484 i bambini di età compresa tra i cinque e i quindici anni che sono costretti a lavorare. Si tratta del 9,4 per cento del totale dei minori residenti nel paese sudamericano. A renderlo noto è il quotidiano «La Nacíon», pubblicando i risultati di un’indagine sulle attività dei ragazzi, delle ragazze e degli adolescenti in Argentina (Encuesta de actividades de niños, niñas y adolescentes 2017) elaborata dal ministero del lavoro argentino. Erano tredici anni che mancavano cifre ufficiali sul tema del lavoro minorile.

La nuova ricerca mostra che la maggioranza dei bambini lavoratori svolge prevalentemente attività domestiche (43 per cento), che sono quelle più difficili da scoprire. A seguire, secondo l’indagine, i minori impegnati in attività economiche (37). Nel 2004 le attività economiche (65) superavano quelle domestiche (61 per cento). Dunque, pulire la casa, cucinare e curare i fratelli minori o gli adulti più anziani sono alcuni dei compiti più comuni svolti da bambini. La violazione dei diritti — scrive «La Nacíon» — avviene quando i minori sono gli unici responsabili dell’esecuzione di tali azioni e soprattutto quando queste azioni li costringono a lasciare o trascurare la scuola, li espone ai pericoli e toglie loro il tempo di gioco. «I bambini devono giocare o studiare, non lavorare. I dati ci danno un panorama chiaro per rafforzare i programmi e il piano nazionale» ha spiegato Jorge Triaca Jr., ministro del lavoro argentino. Gli ultimi dati del ministero del lavoro risalivano al 2004 e indicavano che 496.318 bambini erano costretti nelle maglie del lavoro coatto. Tuttavia le cifre non sarebbero comparabili, in quanto il primo sondaggio aveva avuto una portata molto più limitata. sul territorio e includeva i bambini fino a tredici anni. 

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23 novembre 2017

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