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Oltre 120 morti
nella strage di Aleppo

· Tra le vittime dell’attacco suicida anche 68 bambini allontanati dalle città assediate ·

 Oltre 120 morti, tra i quali 68 bambini. Questo il tragico bilancio dell’attacco, avvenuto due giorni fa nei pressi di Aleppo, contro un convoglio di pullman che stava evacuando profughi, in gran parte sciiti, dalle città assediate. La denuncia è arrivata dall’Osservatorio siriano dei diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra) ed è stata rilanciata da diversi media internazionali. Il bilancio probabilmente aumenterà ancora per la gravità delle condizioni di molti feriti. 

L’attacco è avvenuto precisamente a Rashidin, sobborgo vicino ad Aleppo, dove si incrociano abitualmente i convogli di pullman allestiti per cercare di allontanare, in base a un accordo tra milizie leali al presidente Assad e ribelli, la popolazione dalle città assediate. L’esplosione è stata causata da un pick-up bomba guidato da un attentatore suicida che si è scagliato contro un gruppo di persone in attesa di cibo e assistenza. Diversi gruppi dell’opposizione siriana pretendono un’inchiesta internazionale per appurare l’esatta dinamica dei fatti. Finora nessun gruppo terroristico ha rivendicato il gesto.

A Rashidin, al momento dell’attacco, erano arrivate circa duemila persone da Fuaa e Kafraya, località assediate nella zona di Idlib. Altre duemila erano arrivate pochi giorni prima provenienti da Madaya e Zabadani, due località nella regione di Damasco, centinaia di chilometri più a sud.

Sul piano diplomatico si continua intanto a cercare una soluzione pacifica al conflitto in atto da sei anni di guerra. La Russia si è detta pronta ieri a partecipare ai colloqui che si terranno a Ginevra il prossimo 24 aprile. Lo ha annunciato il viceministro degli esteri Mikhail Bogdanov ai media russi, riferendo che l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha dato il suo consenso ai colloqui. In rappresentanza di Mosca interverrà anche l’altro viceministro degli esteri, Gennady Gatilov. È attesa la conferma della partecipazione anche degli Stati Uniti.

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26 marzo 2019

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