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Ogni giorno muoiono 150 bimbi rohingya

· Denuncia dell’Unicef nel Myanmar ·

Nel Myanmar, i bambini dell’etnia musulmana dei rohingya — considerata dall’Onu tra le più perseguitate al mondo — sono falcidiati dagli stenti. Fino a 150 bambini sotto i 5 anni — denuncia l’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia — muoiono ogni giorno, mentre circa il 30 per cento soffre di malnutrizione moderata o grave. Oltre la metà di tutti i bambini del paese asiatico vive sotto la soglia di povertà. La situazione è particolarmente disperata nello stato nordoccidentale del Rakhine, dove vivono i rohingya. «C’è il rischio che molti bambini e le loro famiglie restino esclusi. Soprattutto i bambini più poveri che vivono nelle aree remote o che sono rimasti intrappolati in situazioni di tensione e conflitto», indica l’Unicef. Nell’instabile Rakhine ci sono infatti 120.000 sfollati interni, che vivono in campi profughi a causa di un conflitto tra comunità scoppiato nel 2012. Le violenze si sono riaccese l’anno scorso dopo un attacco ai posti di guardia di frontiera. In una nota, l’Unicef ha auspicato un migliore accesso umanitario per i bambini colpiti dalla violenza, nonché la fine delle violazioni dei loro diritti, e, in particolare, l’uso di bambini soldato.

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17 settembre 2019

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