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Ogni cristiano è chiamato a cambiare il mondo

· Il Papa conclude il viaggio nel Regno Unito beatificando John Henry Newman e ricordando che la vita di fede è una chiamata alla santità ·

«La fede e la vita inevitabilmente si incrociano»: nel «realismo cristiano» di John Henry Newman c'è il senso della missione di ogni credente. Che «è chiamato a cambiare il mondo» e «a operare per una cultura della vita, una cultura forgiata dall'amore e dal rispetto per la dignità di ogni uomo».

Il Papa conclude la visita nel Regno Unito beatificando a Birmingham il grande pensatore e teologo inglese. Del quale rilancia soprattutto la consapevolezza che la verità per rendere liberi ha bisogno appunto della testimonianza. «Non vi può essere separazione — ammonisce durante la veglia di preghiera presieduta sabato sera, 18 settembre, ad Hyde Park — tra ciò che crediamo e il modo con cui viviamo la nostra esistenza». Solo quando la verità viene accolta non come mero «atto intellettuale» ma come «dinamica spirituale che penetra sino alle più intime fibre del nostro essere», la fede cristiana può realmente «portare frutto nella trasformazione del nostro mondo».

Compito, questo, affidato soprattutto ai laici che hanno un ruolo nell'educazione, nell'insegnamento, nella catechesi. Un laicato che Benedetto XVI — citando Newman all'omelia della messa di beatificazione celebrata domenica 19 — auspica «non arrogante, non precipitoso, non polemico», ma «intelligente e ben istruito». Per i cristiani, insomma, non è più tempo di «continuare a fare le cose di ogni giorno, ignorando la profonda crisi di fede che è sopraggiunta nella società», ma di rimboccarsi le maniche per innestare i valori del Vangelo nella vita quotidiana.

Nel pomeriggio di domenica, prima della cerimonia di congedo, il Pontefice è tornato sulla scabrosa vicenda degli abusi sessuali parlando ai vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia, che lo hanno incontrato in una cappella dell'Oscott College. A loro, dopo aver confidato le sue preoccupazioni per le conseguenze della crisi economica — fonte di disoccupazione e privazioni per «innumerevoli persone e tante famiglie» — ha ribadito che «il vergognoso abuso di ragazzi e di giovani da parte di sacerdoti e di religiosi» è un problema che «mina seriamente la credibilità morale dei responsabili della Chiesa». Un nuovo severo richiamo, giunto all'indomani dei significativi incontri con alcune vittime degli abusi e con gli operatori impegnati nella protezione dell'infanzia negli ambienti ecclesiali.

I discorsi di Benedetto XVI

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