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Offensiva su Aleppo

· Assad si prepara a riconquistare le aree in mano all’Is ·

Si fa sempre più complessa la situazione in Siria. L’esercito regolare fedele al presidente Assad è pronto a lanciare una vasta offensiva contro le zone della città di Aleppo ancora sotto il controllo dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto ieri che «la situazione intorno alla città è difficile». 

Tra le macerie della città di Palmira devastata dai combattimenti (Ap)

Per Putin «si tratta di un’area strategicamente importante: la capitale industriale del Paese. Stiamo seguendo da vicino e faremo ogni cosa per prevenire un peggioramento della situazione» ha sottolineato. E a confermare indirettamente questa diagnosi è Washington, che si è detta «molto preoccupata» perché questo tipo di azioni potrebbero violare la cessazione delle ostilità in vigore dal 27 febbraio. Non è solo Aleppo a essere il cuore dei combattimenti. Tutta l’area a nord della città, al confine con la Turchia vede l’avanzata dei jihadisti dell’Is, che nelle ultime ore avrebbero conquistato cinque villaggi nell’area di Aleppo: KafrGran, Baragida, Havar, Igde e Kafr Sus. I jihadisti devono fronteggiare i ribelli siriani (quelli che si oppongono al Governo di Assad), le forze regolari e i gruppi curdi che controllano vaste aree del nord del Paese. E proprio l’intensificarsi dei combattimenti sta causando — dicono fonti locali — una nuova emergenza con migliaia di persone in fuga verso il confine turco. A Ginevra, intanto, proseguono i negoziati indiretti tra Governo e opposizione sotto la guida dell’Onu.

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