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Sulla Libia
l’ombra dell’Is

· ​Washington condanna la strage a Zliten ·

Il luogo dell’attentato  a Zliten (Afp)

Cresce la pressione del cosiddetto Stato islamico (Is) in Libia. I miliziani hanno rivendicato l’attacco suicida di ieri contro un posto di blocco a Ras Lanuf, a est di Sirte, che ha ucciso sei persone, tra le quali un bambino. L’attentato ha fatto seguito a quello, più grave, di Zliten, a 130 chilometri a est di Tripoli, contro un centro di addestramento della polizia, in cui sono state uccise 74 persone. Anche per questo attentato, la televisione Al Arabiya ha parlato di una rivendicazione dell’Is. Gli Stati Uniti hanno condannato l’attentato, condotto con un camion-bomba, ribadendo la necessità di formalizzare al più presto un Governo di unità nazionale Questi ultimi due attacchi sono avvenuti mentre è in corso un’offensiva lanciata lunedì dai gruppi jihadisti per prendere il controllo dei porti petroliferi di Ras Lanuf e Al Sidra. Il tentativo di assalto, respinto dalla guardia privata che protegge i terminal, ha già causato la morte di oltre una decina di uomini da entrambe le parti e ha messo in luce la mancanza di coordinamento tra le forze libiche. Ci sono almeno sette depositi di petrolio in fiamme nei due terminal, che continuano a essere assediati da miliziani armati dell’Is. L’episodio conferma l’intensificazione dell’offensiva dei jihadisti in Libia, che nel 2015 hanno approfittato del conflitto politico e militare tra i Parlamenti e i Governi rivali di Tripoli e Tobruk per allargare la propria sfera di influenza.

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25 agosto 2019

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