Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Offensiva dei governativi ad Aleppo

· Sottratte ai ribelli aree di grande importanza strategica ·

Non c’è tregua alle violenze in Siria. Le forze governative siriane hanno riconquistato tutti i quartieri di Aleppo che i ribelli erano riusciti a espugnare durante l’ultimo contrattacco, quello lanciato alla fine di ottobre, con l’obiettivo prioritario di rompere l’assedio al settore orientale della città, tuttora nelle loro mani. 

Secondo diverse fonti, nelle ultime ore i governativi hanno preso il controllo di importanti aree strategiche come il sobborgo occidentale di Dahiyet Al Assad e il villaggio di Minyan. In pratica, dicono gli analisti, sono stati azzerati tutti i progressi militari compiuti dagli insorti, tra cui si annoverano anche formazioni di matrice terroristica legate ad Al Qaeda. I combattimenti sono costati la vita complessivamente a oltre 450 persone. Quasi cento i civili uccisi, di cui 29 erano bambini. Tra i governativi, i morti sono stati 143, tra gli insorti oltre duecento. Intanto, in alcune dichiarazioni rilasciate a margine di un convegno tenutosi ieri a Roma al Pontificio Istituto orientale, il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ha sottolineato che la situazione in Siria «è drammatica e ha bisogno di trovare una via di uscita». È troppo tempo, ha detto, «che la Siria è in preda al conflitto. Si spera che con questi cambiamenti che ci sono stati con il voto negli Stati Uniti si trovi quella soluzione negoziata che sempre la Santa Sede ha invocato». Il segretario di Stato ha poi insistito sul fatto che «non c’è possibilità di risolvere la crisi siriana attraverso le armi. La soluzione militare non fa altro che provocare maggiore sofferenza e dolore alle persone. La Chiesa, d’altra parte, continuerà a fare la sua parte. Il cardinale Parolin ha spiegato che la creazione a cardinale nel prossimo Concistoro del nunzio a Damasco, Mario Zenari, darà ancora più impulso all’azione diplomatica della Santa Sede.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE