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Offensiva contro Raqqa

· ​Mentre prosegue l’avanzata delle forze irachene su Mosul ·

Damasco, 7. Dopo Mosul l’obiettivo è Raqqa. Le Forze democratiche siriane (Sdf) a maggioranza curda, sostenute dagli Stati Uniti, hanno infatti annunciato ieri di avere cominciato l’offensiva contro la città controllata dalle milizie del sedicente stato islamico (Is) in Siria. Nel frattempo procede a rilento l’avanzata delle forze lealiste irachene per conquistare Mosul, mentre i peshmerga hanno annunciato l’avvio dell’offensiva finale per la liberazione della città irachena di Bashiqa. 

Forza irachene avanzano da sud verso Mosul (Reuters)

L’offensiva contro Raqqa, consederata la roccaforte dell’Is in Siria, è iniziata stamani all’alba quando i combattenti curdi hanno attaccato la città da “tutti i fronti” dopo raid effettuati nella notte dalla coalizione anti-Is a guida statunitense. Alcune fonti riferiscono di violenti combattimenti.

È stata una donna, in divisa militare e affiancata da altri ufficiali, a dare ieri la notizia dell’avvio dell’offensiva. Jihan Sheikh Ahmad, presentata come la portavoce delle Sdf, ha detto che l’operazione è stata denominata “ira dell’Eufrate”. Una chiara risposta al nome di “scudo dell’Eufrate” scelto dalla Turchia per l’operazione che dall’agosto scorso la vede impegnata nel sostenere gruppi di ribelli siriani che combattono sì contro l’Is, ma anche contro le milizie curde Ypg, maggioritarie nelle Sdf, che Ankara considera “terroriste” in quanto legate ai separatisti del Pkk turco.

La portavoce ha sottolineato che all’operazione prendono parte 30.000 miliziani. L’inviato speciale degli Stati Uniti per la lotta all’Is, Brett McGurk, ha confermato l’avvio dell’offensiva, sottolineando che Washington fornisce copertura aerea attraverso bombardamenti, così come avvenuto in passato in occasione di altre operazioni militari nel nord della Siria contro i jihadisti.

McGurk ha assicurato che le autorità statunitensi sono in contatto con quelle di Ankara per valutare la situazione, ma ritengono che l’iniziativa contro l’Is nel nord della Siria debba spettare a “forze locali”.

Nel frattempo, in Iraq, per tentare di bloccare l’avanzata delle truppe irachene e dei loro alleati, i jihadisti hanno incendiato 19 campi petroliferi e, come ha riferito la Bbc, una nube tossica ha avvolto Mosul e le zone circostanti. Inoltre, i jihadisti hanno rivendicato una serie di attentati che hanno causato almeno 27 morti.

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