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​Offensiva contro l’Is

· ​Nelle roccaforti siriana di Raqqa e irachena di Falluja ·

Russi e americani puntano su Raqqa, la roccaforte del cosiddetto Stato islamico (Is) in Siria. Protagonista sul terreno è la formazione curdo-araba che ha dato il via a un’offensiva da nord contro la “capitale” dell’Is, appoggiata dai raid aerei della coalizione internazionale a guida statunitense. Lo ha reso noto da Baghdad il portavoce militare statunitense, colonnello Steve Warren.

Si tratta di «diverse migliaia» di militari, alcuni dei quali addestrati da istruttori statunitensi. Scarsa finora la resistenza da parte dell’Is, che a Raqqa conta dai 3.000 ai 5.000 combattenti. Sul fronte opposto i miliziani curdi sono 25.000 e 5.000 quelli arabi.

«Non è in corso l’attacco a Raqqa», spiegano fonti militari anonime ma secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani i raid aerei sono decine. E Warren sottolinea che se Raqqa cade, ciò significa «l’inizio della fine dell’Is». L’importanza dell’operazione si evince dall’annuncio di una cooperazione con i russi proprio in relazione all’imminente battaglia di Raqqa, fatto da Serghiei Lavrov. «Superando le reticenze si è giunti a un accordo con i colleghi americani — ha detto il ministro degli Esteri russo — per uno scambio di informazioni». «Raqqa — ha aggiunto — è uno degli obiettivi dell’operazione antiterrorismo, così come Mosul in Iraq. Ma potremo liberarle rapidamente se vi sarà un coordinamento militare che dia sostegno a chi sul terreno si confronta con i terroristi, ovvero le forze armate siriane e i diversi gruppi di miliziani curdi». 

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22 maggio 2019

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