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Oceani di plastica

Salvare gli habitat marini dagli oltre otto milioni di rifiuti che finiscono ogni anno negli oceani. È la sfida lanciata dalle Nazioni Unite nella giornata mondiale dell’ambiente che si celebra oggi. L’Onu ha designato l’India — dove ogni anno si producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica — come paese ospitante per le celebrazioni principali, con lo slogan: «Combatti l’inquinamento: se non puoi riusarla, rifiutala». 

L’obiettivo è sensibilizzare sui danni provocati dalla plastica e promuovere soluzioni alternative con lo sviluppo di nuovi materiali. Sono 500 miliardi le buste di plastica utilizzate ogni anno. Inoltre, ogni minuto vengono acquistate un milione di bottiglie di plastica e solo una piccolissima parte viene riciclata. Una balena morta con otto chilogrammi di plastica nello stomaco, trovata in Thailandia, è l’immagine più drammatica e recente dell’emergenza che stiamo vivendo. Entro il 2050 circa il 95 per cento di tutti gli uccelli marini avranno plastica nell’organismo e che molte delle tossine e delle sostanze chimiche contenute nella plastica sono assorbite nel tessuto dei pesci che a loro volta finiscono sulle nostre tavole. Inoltre, gli esperti avvertono che la plastica abbandonata è anche una grave fonte di pericolo idrogeologico. Gettata nei fossi o nei canali di scolo, è concausa ad esempio di esondazioni di fiumi e in generale di aumento del rischio idrogeologico.

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11 dicembre 2019

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