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Il rispetto
va oltre la tolleranza

· Durante il volo di ritorno da Skopje e all’udienza generale il Pontefice parla del viaggio in Bulgaria e in Macedonia del Nord ·

Il rispetto tra i popoli e le religioni va oltre la semplice tolleranza. Richiamando le parole rivoltegli dal presidente della Macedonia del Nord al suo arrivo nel Paese, il Papa ha sintetizzato così uno dei motivi conduttori della visita nei Balcani conclusasi nella serata di martedì 7 maggio.

Nel consueto colloquio con i giornalisti durante il volo di rientro a Roma il Pontefice ha ripercorso i momenti salienti del viaggio. Così come ha fatto il giorno dopo, con i fedeli presenti riuniti in piazza San Pietro per l’udienza generale, ricordando anzitutto che «in Bulgaria mi ha guidato la memoria viva di Giovanni XXIII» e «in Macedonia del Nord mi ha accompagnato la forte presenza spirituale di madre Teresa di Calcutta».

A Sofia — ha spiegato il Papa nella catechesi — «animato dall’esempio di benevolenza e di carità pastorale» di Roncalli, «ho invitato tutti a camminare sulla via della fraternità. Perché, ha aggiunto accennando alla visita resa al patriarca ortodosso Neofit, «come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l’aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide».

Altri modelli di santità rievocati da Francesco sono stati i santi Cirillo e Metodio e san Giovanni Paolo II: infatti, ha detto, «l’attuale Bulgaria è una delle terre evangelizzate» dai santi fratelli di Salonicco, che Wojtyła volle affiancare a san Benedetto quali patroni d’Europa.

Riguardo alla successiva tappa a Skopje, il Pontefice ha voluto aggiungere al testo preparato una lunga riflessione a braccio sulle Missionarie della carità: «le suore di Madre Teresa — ha spiegato — erano con i poveri, e sono rimasto colpito dalla tenerezza evangelica di queste donne. Questa tenerezza nasce dalla preghiera, dall’adorazione. Loro accolgono tutti, si sentono sorelle, madri di tutti, lo fanno con tenerezza». E poiché, ha osservato, «tante volte noi cristiani perdiamo questa dimensione della tenerezza» ecco allora l’importanza di rimarcare come queste religiose siano «dolci nella tenerezza» che «fanno la carità, ma la carità come è, senza travestirla». 

La catechesi del Papa all’udienza generale

L’incontro a Skopje ecumenico e interreligioso con i giovani

Ai sacerdoti e i religiosi della Macedonia del Nord

La conferenza stampa durante il viaggio di ritorno a Roma

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18 ottobre 2019

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