Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Percorso Zaccheo

· Scritto da un economista ·

Rendere concreto e accessibile l’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa per permettere a tutti di inserirla nel cuore della vita quotidiana. È questo l’obiettivo del manuale Parcours Zachée, a cura dell’economista e membro della comunità dell’Emanuele Pierre-Yves Gomez (Paris, Editions Emmanuel, 2016, pagine 320, euro 25). All’origine del progetto vi è la constatazione che la separazione della vita di fede dall’attività regolare ci fa percepire il mondo «solo dal punto di vista dei peccati che esso ci ha indotto a commettere, e mai delle occasioni di santificazione di cui ci dà l’opportunità». Gomez ribadisce invece che solo con le nostre azioni terrene possiamo essere pienamente seguaci di Cristo. Attraverso uno stile limpido l’autore passa in rassegna otto grandi temi del cristianesimo — il creato, il bene comune, la comunità, la proprietà, la povertà, l’autorità, l’unità e la libertà — ognuno dei quali comprende due serie di esercizi tra preghiere mattutine, riflessioni scritte e esami di coscienza, che permettono di creare quella preziosa unità tra vita di fede e vita quotidiana. Il percorso, da intraprendere da soli o in gruppo, dura sette mesi, suddivisi in due periodi, «la bussola», che fornisce chiavi per orientarsi nel mondo, e «il compasso», che consentirà una ridefinizione del nostro relazionarci con il prossimo. In questa versione, rivisitata alla luce delle nuove sfide mondiali, quattro anni dopo la prima pubblicazione, Gomez pone l’accento sulla cura dell’ambiente, con una premessa essenziale: in un’ottica cristiana, tale cura deve premunirsi contro le derive più comunemente diffuse nell’ecologismo, tra cui la «paura apocalittica», che vorrebbe conferire alla natura una forza vendicatrice nei confronti dell’uomo (forma di idolatria questa che può anche condurre a pericolose forme di maltusianismo), oppure il «moralismo umanistico» che tende a colpevolizzare invece di responsabilizzare. Infatti, il cristiano non deve mai perdere di vista il fatto che l’uomo sia l’espressione di un dono di Dio a pieno titolo, così come la natura. Un presupposto che trova ulteriori sviluppi nel fascicolo Écologie et art de vivre chrétien (pagine 72, euro 9,90) dello stesso economista, pubblicato contemporaneamente dalle Editions Emmanuel. (solène tadié)

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE