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Occasione mancata

· L'eredità di De Gasperi ·

Probabilmente mai come oggi, quando si sta avviando alla conclusione il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, lo svolgimento di un convegno sulla figura di Alcide De Gasperi assume una grande rilevanza politico-culturale che va ben al di là del tradizionale dibattito storiografico. Infatti, la futura visita di Papa Francesco al Parlamento europeo il 25 novembre — dopo essere stato, a settembre, in Albania, in una delle periferie del vecchio continente — e il recente anniversario della caduta del muro di Berlino sembrano aver riacceso un nuovo dibattito sull’Europa. Un dibattito che, al di là delle opposte retoriche, punta il dito sulla necessità di una nuova Europa sociale e politica.

De Gasperi

Cito per brevità solo tre esempi. Un intellettuale laico come Jürgen Habermas, deplorando la «spirale tecnocratica» che starebbe strozzando socialmente ed economicamente il vecchio continente, ha denunciato con forza la scomparsa di «un’idea solidale» dell’Europa che, invece, andrebbe assolutamente riscoperta. D’altra parte, le statistiche fornite da Eurostat sono allarmanti: tra Bruxelles e Lampedusa nel 2013 erano presenti circa 122 milioni di poveri, circa il 24 per cento della popolazione. Sergio Romano, invece, concentrando la sua attenzione sulle dinamiche politiche dell’Unione, ha recentemente scritto che la caduta del Muro ha rappresentato per l’Europa degli anni Novanta «un’occasione mancata». Vi fu un momento, scrive l’ambasciatore, in cui si sarebbe potuto discutere del «problema della Nato e della sua utilità» ma nessuno ebbe il coraggio e la volontà di affrontare la questione. Helmut Kohl, uno dei protagonisti di quegli anni, in un recente libro di memorie ha lanciato un grido di allarme sulla «deriva dell’Europa». Anche se non usa più il termine «eurosclerosi» che utilizzò nel 1982 all’inizio del suo mandato da cancelliere, Kohl denuncia un palese «affaticamento e una mancanza di coscienza dell’importanza di un’Europa unita per tutti». In fondo, conclude l’ex cancelliere, «l’Europa è una questione di guerra e di pace».
Parlare di pace, di politica e di solidarietà oggi, nell’anno del centenario della grande guerra, significa parlare inevitabilmente anche dei «padri» del progetto unitario europeo, di quei protagonisti che, proprio sulla scorta dell’esperienza dei due conflitti mondiali — la cosiddetta «guerra civile europea» — seppero elaborare e proporre un progetto originale e innovativo di unione. Uno di questi fu senza dubbio Alcide De Gasperi.

di Andrea Possieri

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18 ottobre 2019

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