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Obiettivo Raqqa

· Turchia e Stati Uniti pronti a intensificare le azioni per liberare la città siriana dal controllo dell’Is ·

«I nostri uomini e i ribelli siriani hanno ottenuto importanti risultati, anche grazie al supporto aereo della coalizione internazionale a guida statunitense. Consolidato il controllo di Al Bab ci concentreremo su Raqqa, per prendere la quale potremmo impiegare le nostre forze speciali». 

Bambini sfollati in fuga da Raqqa (Reuters)

Queste le parole usate dal ministro degli esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, oggi, per descrivere la situazione militare in Siria e gli sforzi militari in atto e la rinnovata cooperazione con Washington. Con la conquista di Al Bab, città nella provincia di Aleppo prima controllata dal cosiddetto stato islamico (Is), le forze turche insieme ai ribelli hanno compiuto un fondamentale passo in avanti e ora puntano alla liberazione di Raqqa, ultima roccaforte jihadista in territorio siriano. Le parole di Çavuşoğlu arrivano a poche ore dal colloquio tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, e il presidente statunitense, Donald Trump. Un colloquio importante, nel quale i due leader hanno sottolineato la volontà di superare gli attriti degli ultimi anni, dovuti principalmente al sostegno statunitense alle forze curde impegnate nella lotta all’Is e al rifiuto della Casa Bianca di permettere l’estradizione di Fethullah Gülen, l’ex imam in esilio proprio negli Stati Uniti, considerato da Ankara la “mente” del fallito golpe del 15 luglio. Sul piano militare, come detto, i combattimenti si concentrano ormai nell’area di Raqqa. Pesanti scontri sono stati registrati ieri tra i jihadisti dell’Is e le forze curde legate ai ribelli siriani, a soli venti chilometri a nord dalla città. I curdi hanno attaccato le postazioni Is nel villaggio di Maayzila, martellato anche dai raid di tre cacciabombardieri della coalizione internazionale a guida statunitense. 

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15 settembre 2019

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