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Obiettivo Raqqa

· Partono le operazioni dell’esercito siriano per la riconquista della città strategica nelle mani dell’Is ·

Riconquistata Palmira, l’esercito siriano è pronto a liberare dai miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is) anche la città di Raqqa, un altro nodo strategico nel centro del Paese. 

È quanto si legge in un comunicato pubblicato ieri dal comando dell’esercito di Assad, secondo cui «Palmira sarà la base a partire dalla quale si estenderanno le operazioni militari contro il gruppo terroristico su più direzioni, in particolare Deir Ezzor (a est) e Raqqa (a nord)». L’esercito, prosegue la nota, «metterà fine all'esistenza dei terroristi» in queste due regioni. Le operazioni sono già scattate e all’inizio dell’assedio — dicono gli esperti — mancano poche ore. Questo mentre a Palmira arrivano le prime squadre di sminatori russi pronti a entrare in azione per mettere in sicurezza soprattutto i tesori archeologici della città. L’invio degli sminatori è l’effetto di un accordo siglato tra Mosca e l’Unesco. Palmira è inserita nella lista dei siti considerati come patrimonio dell’umanità. Ieri l’agenzia dell’Onu ha annunciato lo stanziamento di 2,7 milioni di euro per finanziare programmi di restauro in Siria. Intanto, ieri è intervenuto il presidente siriano Assad per fare nuovamente il punto della situazione. «I successi delle truppe di Damasco porteranno a un’accelerazione del processo politico in Siria, non lo impediranno» ha detto intervistato dai media russi. E intanto migliora — seppur leggermente — la situazione umanitaria nelle zone coinvolte nella tregua tra l’esercito di Assad e le forze di opposizione. Ieri sono stati consegnati aiuti (medicine e cibo) a circa 150.000 persone che vivono in 10 delle 18 zone assediate.

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15 ottobre 2019

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