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Obiettivo fame zero

· I lavori della conferenza Rio+20 ·

Un appello a puntare alla «fame zero» in un mondo che ha ancora un miliardo di affamati è stato lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, nel suo intervento, ieri, alla Conferenza mondiale annuale su ambiente e sviluppo sostenibile, la Rio+20, che si conclude oggi a Rio de Janeiro. Secondo Ban Ki-moon, i cinque obiettivi da raggiungere sono il 100 per cento di accesso a un’alimentazione adeguata durante tutto l’anno; nessun bambino con meno di due anni con problemi di fame; sostenibilità per tutti i sistemi alimentari; crescita della produttività e reddito dei piccoli agricoltori, soprattutto delle donne; consumi responsabili.

Tra le delegazioni internazionali cresce la consapevolezza che lo strumento indispensabile per raggiungere un tale obiettivo è lo sviluppo rurale, soprattutto con il rilancio e l’ammodernamento della piccola agricoltura. In questo senso si è espresso, tra gli altri, il commissario europeo all’Agricoltura Ue, Dacian Ciolos, secondo il quale «confrontati a una domanda alimentare in costante aumento e a un numero di persone sottoalimentate che raggiunge ormai il miliardo, abbiamo la responsabilità di proporre agli agricoltori delle soluzioni e aiutarli a realizzare un’agricoltura sostenibile».

Ciolos ha ricordato che quasi cinquecento milioni di aziende con meno di due ettari di terreno, a gestione quindi soprattutto familiare, danno sussistenza a due miliardi di persone in Asia e in Africa. «Cerchiamo quindi di immaginare le ripercussioni — ha detto — che potrebbe avere anche un piccolo aumento di produttività, moltiplicato per un mezzo miliardo di aziende, in termini di sicurezza alimentare a livello mondiale». All’Africa, che più subisce la fame, Ciolos ha chiesto di stimolare un’agricoltura locale articolata intorno a organizzazioni di produttori.

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23 marzo 2019

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