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Obiettivi mancati

· Ancora oltre ottocento milioni di affamati nel mondo ·

Oltre ottocento milioni di persone nel mondo non hanno cibo a sufficienza. Lo conferma la «Mappa della fame 2014», il rapporto annuale pubblicato dal Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite. 

Bambino malnutrito in Kenya  (Ap)

Sembra dunque ormai destinato al fallimento il primo degli obiettivi del millennio proclamati a suo tempo dall’Onu, quello di almeno dimezzare entro il 2015 il numero degli affamati. Particolarmente dolorosa è la condizione dell’infanzia, per la quale la fame resta la principale causa di mortalità. Un dato ancora più inaccettabile se si pensa, come ricorda il Pam, che nutrire un bambino affamato costa appena l’equivalente di un quarto di dollaro al giorno. In termini assoluti, il maggior numero di affamati, 526 milioni, si trovano in Asia, dove vive oltre la metà della popolazione del mondo e dove i progressi negli ultimi anni, sono stati molto lenti. Qui il Pam registra le situazioni peggiori in Tadjikistan e Corea del Nord. I progressi più consistenti per garantire la cosiddetta sovranità alimentare sono stati raggiunti dai Paesi dell’Amerca latina e dei Caraibi. Fa eccezione Haiti, dove soffre la fame il 35 per cento di una popolazione stremata da instabilità politica, conflitti interni, e malattie come il colera a cinque anni dal terrificante sisma del gennaio 2010 che provocò centinaia di migliaia di morti e oltre tre milioni di sfollati.

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