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Obbligo morale

· ​Il cardinale Turkson a imprenditori di tutto il mondo riuniti a Santiago del Cile ·

Emilio Vedova, «Interno di fabbrica» (1946-1950)

Non aspettate che sia il mercato a decidere per voi, ma correte il rischio di fare ciò che è giusto solo perché è giusto e, facendo così, rendete il mercato migliore. È un audace cambio di prospettiva quello proposto dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson agli imprenditori di tutto il mondo riuniti il 6 gennaio a Santiago del Cile, all’Universidad de los Andes. Richiamandosi alla dottrina sociale della Chiesa e, in particolare, agli ultimi insegnamenti di Papa Francesco, il presidente del Pontificio consiglio della giustizia e della pace ha parlato del business come di una nobile vocazione da inquadrare «in un significato più ampio della vita». E ha suggerito a chi opera nel mondo del commercio e dell’impresa una «guida per un successo vero» che si basi sul rispetto della dignità umana e contribuisca anche al bene comune.

Partendo nel suo discorso dal messaggio del Pontefice al World Economic Forum di Davos nel 2014, il porporato ha spiegato che Francesco non è un «anti-business» ma «critica l’ossessione del profitto e l’idolatria del mercato». La controproposta viene da un’assunzione di «responsabilità» nei confronti del genere umano e di tutta la nostra casa comune: la creatività degli imprenditori deve essere valorizzata per rispondere alle «pressanti necessità umane» senza trascurare le esigenze dei poveri e dei più deboli.

L’obbiettivo è quello di passare dalla prospettiva dell’essere «buoni amministratori» a quella di «avere cura» del mondo e delle persone. È il richiamo alla «responsabilità» — ha concluso il porporato — che deve portare non solo a «una rivoluzione economica e tecnologica» ma anche «spirituale e culturale».

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24 agosto 2019

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