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Obama propone un nuovo disarmo a Russia e Cina

· Nel corso del vertice sulla sicurezza nucleare a Seoul ·

Il presidente statunitense, Barack Obama, ha proposto a Russia e Cina una nuova riduzione nell’arsenale di armi nucleari, tagli che riguardino anche aree finora intoccabili, le armi tattiche e le testate nucleari di riserva. Pur inviando un nuovo monito alla Corea del Nord (non ci sarà nessun aiuto alimentare se verrà lanciato dal regime comunista di Pyongyang il satellite tra il 12 e il 16 aprile) e all’Iran (c’è ancora tempo per una soluzione diplomatica ma la finestra temporale a disposizione «si sta chiudendo») sulle loro ambizioni nucleari, Obama ha infatti riconosciuto che gli Stati Uniti hanno più testate del necessario e ha ricordato che egli lavora per «un mondo senza armi nucleari». Poche ore prima del vertice sulla sicurezza nucleare a Seoul, che si è aperto oggi con una cena di lavoro tra i cinquanta leader di tutto il mondo, il presidente americano ha tenuto un discorso dinanzi all’università Hankuk degli studi stranieri.

Il vertice, che cerca di trovare meccanismi per garantire la sicurezza dei materiali fissili e delle installazioni nucleari in tutto il mondo (è trascorso appena un anno dal disastro di Fukushima), è un’iniziativa dello stesso Obama che nel 2009 lanciò a Praga una proposta per avere un mondo futuro senza armi nucleari e che ha firmato, con la Russia, il nuovo Trattato Start per la riduzione delle armi nucleari strategiche. «Possiamo già dire con sicurezza che abbiamo più armi nucleari di quante ne abbiamo bisogno», ha detto Obama agli studenti e ha aggiunto che gli Stati Uniti possono fare «nuove riduzioni». «Possiamo mantenere il nostro potere di dissuasione e al tempo stesso operare maggiori riduzioni» di armi nucleari.

Il presidente americano ha visitato ieri l’ultimo baluardo della guerra fredda: la Dmz, la zona demilitarizzata tra le due Coree, al 38º parallelo. In un gesto di solidarietà verso l’alleato sudcoreano, viste le tensioni con Pyongyang, Obama ha raggiunto in elicottero Camp Bonifas, il comando militare sotto l’egida dell’Onu a 400 metri dalla Dmz, sul lato sudcoreano. «Siete la frontiera della libertà», ha detto a circa cinquanta soldati in sala mensa.

Obama e il presidente cinese, Hu Jintao, si sono incontrati a Seoul a margine del summit sulla sicurezza nucleare, in corso nella capitale sudcoreana. I due leader hanno concordato sulla necessità di «uno stretto coordinamento» nella risposta a ogni «provocazione potenziale» nel lancio del satellite annunciato dalla Corea del Nord. Obama ha incontrato anche il presidente russo, Dimtri Medvedev: anche se Stati Uniti e Russia non hanno cambiato la propria posizione, non è stato «tempo sprecato» quello impiegato nelle discussioni pro e contro l’installazione di uno scudo antimissile in Europa da parte della Nato ha affermato il leader del Cremlino. Il presidente cinese ha definito «molto complessa e delicata» la situazione nella penisola coreana. Nel suo incontro con il presidente sudcoreano, Lee Myung Bak, Hu ha aggiunto che Pechino «spera che non si indebolisca il miglioramento della situazione» registrato negli ultimi mesi nelle relazioni tra Pyongyang e il resto della comunità internazionale.

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