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Obama pronto ad azioni risolute
contro l’Is in Libia

· Dopo il raid a Sabrata che ha distrutto un campo di addestramento per jihadisti ·

Il covo dell’Is a Sabrata distrutto dai caccia statunitensi (Ansa)

L’Amministrazione statunitense è tornata ieri a colpire il cosiddetto Stato islamico (Is) in Libia. «È una indicazione che il presidente Barack Obama non esiterà a prendere questo genere di azioni forti e risolute», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. Il responsabile dei rapporti con i media del Pentagono, Peter Cook, ha comunque tenuto a sottolineare come l’operazione non debba essere considerata l’inizio di una campagna militare più vasta degli Stati Uniti in Libia. Anche se è da tempo che l’Amministrazione Obama e i suoi alleati parlano della necessità di intensificare l’azione in un Paese dove l’Is si sta radicando sempre di più, e dove confluiscono decine di miliziani in fuga dai raid aerei della coalizione in Siria e in Iraq. L’incursione in Libia è stata compiuta in piena notte e ha devastato un campo di addestramento dove si trovava Noureddine Chouchane, considerato la mente dei sanguinosi attacchi al museo del Bardo di Tunisi e al resort sulla spiaggia tunisina di Sousse. Stragi avvenute nel 2015 e in cui sono rimasti uccisi decine di turisti. Nel bombardamento sferrato dai jet americani sono almeno quaranta le vittime tra le quali due cittadini serbi rapiti lo scorso novembre in Libia. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dačić.

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