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Obama ottiene la ratifica  del Trattato Start

· Ma è ancora lontana la meta di un mondo denuclearizzato ·

Il Trattato Start tra Stati Uniti e Russia sulla riduzione degli arsenali nucleari strategici ratificato ieri dal Senato americano con 71 voti a favore e 26 contrari è «il più significativo accordo sul disarmo di questi ultimi anni», e l’intesa raggiunta tra democratici e repubblicani «rappresenta un potente segnale bipartisan inviato al mondo». Ne è convinto il presidente Barack Obama, anche se resta difficile giungere, o almeno avvicinarsi, a un mondo privo dell’arma nucleare.

Del cammino tutto in salita per Obama sul fronte nucleare ha parlato oggi il «New York Times», ricordando che la ratifica del nuovo Start, della durata di 10 anni, avrebbe dovuto essere una passeggiata, visto che la riduzione delle testate non è proprio di ampio rilievo passando dalle complessive 2.200 attuali a 1.550, cioè una riduzione del meno del 30 per cento. L’idea di Obama è grosso modo di sostituire (o trasformare) l’arsenale attuale in una sorta di ombrello Nato, e possibilmente anche russo, per proteggersi da Paesi come l’Iran o la Corea del Nord, come era emerso al vertice della Nato di Lisbona, il mese scorso. L’ipotesi però non piace più di tanto ai repubblicani americani, come si è già capito dal difficile cammino per giungere alla ratifica dello Start, e le prossime tappe verso il disarmo nucleare saranno decisamente più difficili. C'è comunque da sottolineare, come lo stesso «New York Times» ricorda, che è la prima volta che un presidente del partito democratico incassa una via libera alla riduzione dell’arsenale nucleare. Era sempre successo soltanto con presidenti repubblicani (Richard Nixon, Ronald Reagan e George Bush padre), mentre non erano riusciti a passare l'esame del Congresso statunitense sia Jimmy Carter sul Salt ii nel 1979, sia Bill Clinton sui test nucleari sotterranei alla fine degli anni Novanta.

Il presidente russo, Dmitri Medvedev, ha oggi espresso la sua soddisfazione per la ratifica da parte del Senato americano del Trattato Start, mentre il presidente della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento russo), Boris Gryzlov, ha detto che l’accordo potrebbe essere ratificato dall’aula forse già entro l'anno. Secondo la portavoce del Cremlino, Natalia Timakova, il presidente «ha espresso la speranza che la Duma di Stato e il Consiglio della Federazione (il Senato) siano pronti a esaminare e ad approvare il documento». Gryzlov ha detto che la Duma inizierà a esaminare il Trattato Start venerdì, e una ratifica potrebbe esserci già prima del 31 dicembre.

Mentre il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha espresso soddisfazione per la ratifica dello Start che fornisce «un contributo significativo alla sicurezza euroatlantica», il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha affermato che il voto favorevole del Senato americano alla ratifica del nuovo Trattato per la riduzione degli arsenali strategici tra Stati Uniti e Russia rappresenta «uno sviluppo di portata storica».

Secondo il capo della Farnesina «si tratta di un passo in avanti concreto a favore del disarmo nucleare, in linea con la visione di un mondo più sicuro e senza armi nucleari che il presidente Obama aveva annunciato l’anno scorso a Praga, che avevamo condiviso al vertice dei Paesi del g8 dell’Aquila e che è stata incorporata anche nel nuovo concetto strategico dell’Alleanza atlantica approvato al vertice di Lisbona. È una vittoria per tutti. L’Europa ha avuto anch’essa la sua parte di merito nel raggiungimento di questo risultato. Abbiamo nelle ultime settimane svolto una coerente ed efficace azione di sensibilizzazione volta a far capire che la ratifica dello Start da parte del Senato americano era nell’interesse comune e delle relazioni transatlantiche».

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